Il Corriere Termo Idro Sanitario Maggio 2026 | Página 19

Il Corriere
Pompa-recuperatore di calore di tipo reversibile aria-acqua, settembre 1990( modello Trisstar Super, Energy Nova)
CARNOT E LA POMPA DI CALORE
l ciclo di Carnot rappresenta un modello teorico di macchina termica ideale che opera tra due sorgenti a temperatura diversa e definisce il limite massimo di efficienza raggiungibile. Nessuna macchina reale può superare questo limite, che resta un riferimento fondamentale per valutare le prestazioni. Applicato alle pompe di calore, il ciclo di Carnot descrive il funzionamento“ inverso” della macchina termica: invece di trasformare calore in lavoro, viene utilizzata energia elettrica per trasferire calore da una sorgente fredda a una più calda. Il principio evidenzia un aspetto chiave per la pratica impiantistica: l’ efficienza, espressa dal COP, aumenta quanto più è ridotta la differenza di temperatura tra sorgente e utenza. Per questo, nelle applicazioni reali, l’ adozione di impianti a bassa temperatura e l’ utilizzo di sorgenti termiche favorevoli, come il terreno rispetto all’ aria esterna, consentono di avvicinarsi alle prestazioni ideali. Pur restando inevitabilmente inferiori al limite teorico a causa delle perdite e dei componenti reali, le pompe di calore moderne continuano a ispirarsi ai principi di Carnot per migliorare efficienza e affidabilità.
ANNI NOVANTA E DUEMILA Negli anni Novanta e Duemila le pompe di calore hanno beneficiato di una serie di miglioramenti incrementali ma determinanti che ne hanno aumentato l’ affidabilità e l’ efficienza. I compressori sono diventati via via più performanti: la diffusione dei compressori scroll e l’ introduzione della tecnologia inverter hanno permesso la modulazione continua della capacità, riducendo i cicli on / off frequenti e i consumi energetici. Gli scambiatori hanno fatto passi avanti significativi, migliorando scambio termico e compattezza nelle diverse configurazioni: unità aria / aria, aria acqua, acqua / acqua, acqua / aria. Anche il quadro dei refrigeranti è cambiato sotto la spinta normativa: si è avviata la transizione dall’ uso diffuso di refrigeranti ad alto GWP verso alternative man mano sempre più sostenibili fino agli idrocarburi come l’ R290. L’ elettronica e i controlli hanno fatto un salto qualitativo grazie all’ introduzione di centraline digitali, sensori più precisi e algoritmi PI / PID, oltre alla telelettura, favorendo l’ integrazione con i BMS e la diagnostica remota. Parallelamen-
Questo articolo sul numero di ottobre 1990 tratta dell’ utilizzo della pompa di calore“ per scaldare l’ acqua”,( Termal-Siemens)
te, la maggiore attenzione al progetto termotecnico ha portato a ripensare le temperature di mandata e a privilegiare soluzioni a bassa temperatura— pannelli radianti e fan coil ottimizzati— aumentando il COP medio dell’ impianto. Oggi tuttavia, grazie all’ utilizzo dell’ R290 l’ impiego della pompa di calore si estende alla produzione di acqua calda sanitaria. Nel periodo 2000 – 2015 la tecnologia ha raggiunto uno stadio di maturazione che ha accelerato la diffusione commerciale delle pompe di calore. L’ inverter e il controllo modulante sono diventati lo standard, con evidenti benefici in termini di efficienza a carichi parziali, condizione che caratterizza la maggior parte del funzionamento annuo in ambito residenziale. Le politiche di incentivazione, le certificazioni energetiche e le direttive europee sull’ efficienza hanno creato un contesto favorevole per le installazioni sia nei nuovi edifici sia nei retrofit. Si è ampliata l’ offerta di prodotti, con soluzioni split e monoblocco più“ plug and play” pensate per l’ installatore e per il mercato residenziale.
DAL 2015 A OGGI Nell’ ultimo decennio la pompa di calore è diventata una tecnologia chiave nelle strategie di decarbonizzazione, con sviluppi significativi su più fronti. La
CO 2 transcritica( R744) si è affermata soprattutto nelle pompe di calore ad alta temperatura e nelle applicazioni commerciali, grazie al basso GWP e a prestazioni interessanti in particolari regimi di funzionamento, pur richiedendo componentistica e progettazione dedicate. Parallelamente, i refrigeranti naturali come l’ R290( propano) stanno guadagnando spazio nelle unità compatte, sebbene l’ impiego sia vincolato a specifiche normative di sicurezza. Si sono inoltre diffusi moduli ibridi e sistemi multi energia che integrano pompe di calore con caldaie a condensazione, solare termico e sempre più spesso con impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo elettrico per massimizzare l’ autoconsumo. L’ introduzione di controllo intelligente e soluzioni IoT permette oggi di ottimizzare il funzionamento sulla base di previsioni meteo, prezzi dinamici dell’ elettricità e algoritmi predittivi, oltre a supportare la manutenzione predittiva tramite telemetria. Altre tendenze rilevanti sono lo sviluppo di pompe di calore in grado di fornire temperature di mandata più elevate per alimentare impianti a radiatori tradizionali— ampliando le possibilità di retrofit— e una crescente attenzione alla progettazione acustica delle unità esterne per ridurre l’ impatto sonoro nei contesti residenziali densi. Questi progressi hanno trasformato il ruolo dell’ installatore, richiedendo competenze e pratiche più ampie e aggiornate. Oggi è fondamentale padroneggiare il calcolo dei carichi e la valutazione del COP reale in funzione delle condizioni climatiche locali, nonché saper scegliere correttamente la temperatura di mandata e integrare l’ impianto con componenti elettrici, sistemi solari, serbatoi di accumulo e dispositivi di disconnessione. La normativa e la sicurezza sui refrigeranti impongono certificazioni F-gas, corrette procedure di carica, recupero e controllo delle fughe e una gestione attenta dei refrigeranti infiammabili dove consentiti. A ciò si aggiunge la necessità di valutare l’ a- custica e il posizionamento delle unità esterne, utilizzando sistemi antivibranti e schermature quando necessario. L’ offerta di contratti di manutenzione e la capacità di effettuare diagnostica, leggere parametri di funzionamento e gestire anomalie sono ormai elementi distintivi per preservare l’ efficienza nel tempo. Infine, l’ installatore assume un ruolo consulenziale verso il cliente, spiegando benefici economici e di comfort, tempi di ritorno dell’ investimento e i limiti operativi nelle ore più fredde o in presenza di integrazione con caldaia. I progressi sono stati notevoli e proprio il rapido sviluppo di componenti e refrigeranti impone una formazione continua per installatori e progettisti, pena errori di scelta e installazione. La transizione verso refrigeranti a basso GWP richiede poi una gestione attenta e un adeguamento normativo e operativo che non è immediato. Infine, la volatilità dei prezzi dei materiali e le criticità della supply chain possono tradursi in aumenti dei costi di prodotto e in ritardi nelle consegne, influenzando pianificazione e marginalità dei cantieri.
IL FUTURO PROSSIMO Le tendenze future vedono l’ ampliamento dell’ elettrificazione e una sempre maggiore integrazione delle pompe di calore con fonti rinnovabili: sistemi fotovoltaici abbinati ad accumuli permettono di gestire la domanda e ottimizzare i cicli per massimizzare l’ autoconsumo. Parallelamente emergono soluzioni modulari e scalabili, progettate per essere riconfigurate su edifici polifunzionali e nei retrofit, offrendo maggiore flessibilità in cantiere. Strumenti digitali e piattaforme di manutenzione predittiva consentono interventi mirati, riducendo i fermi impianto e i costi operativi. Si prevede anche un’ ancora maggiore penetrazione di refrigeranti a basso GWP e naturali, che richiederà nuove regole di sicurezza e approcci progettuali specifici. Infine, l’ i- nasprimento di normative e standard di efficienza farà sì che il ruolo dell’ installatore come garante delle prestazioni dichiarate diventi sempre più centrale. In conclusione, a tutti i tecnici, produttori e installatori che in questi quarant’ anni hanno sperimentato, testato e diffuso soluzioni sul campo va un sentito ringraziamento: il progresso delle pompe di calore è anche frutto della loro esperienza. Per realizzare questo articolo sono stati consultati testi e manuali( comprese le raccolte di TIS), le inee guida nazionali su F-gas e gestione refrigeranti, documenti tecnici dei principali produttori.
19