IL BRIGANTE ED IL GENTILUOMO Il brigante e il gentiluomo II | Page 23

gero … pensò che l’avesse dimenticato, pensò che qual- cuno facesse sparire le lettere, immaginò qualcuno che le impediva di scrivergli, di sentirlo … forse avevano sco- perto il suo piano? C’era una spia? Lo tenevano d’occhio anche qua in Francia? I pensieri si rincorrevano. Poi sentì bussare alla porta. Era un marinaio polacco con una lettera per lui. Gli disse che l’aveva avuta da un altro marinaio che l’aveva, a sua volta, ricevuta da sconosciuti. Michele gli lasciò una lauta mancia senza staccare gli occhi dalla busta e chiuse la porta in fretta. Iniziò a leggere, il cuore gli batteva forte, il respiro si faceva affannoso, lacrime di felicità scendevano a rigargli il viso. Lesse, lesse ancora e ancora: aspetto un altro bam- bino, amore mio, frutto del nostro amore … Michele … forza Michele, amore mio … ─ Che succede? sembra che tu sia in un altro mondo. ─ Stavo pensando … stavo ricordando delle cose, non preoccuparti. Era di nuovo a casa, poggiò la mano tremante sulla guancia di Elisa, sentì la pelle calda e morbida ribollire di vita. Quanto è giovane, pensò. Quanto è bella … Poi un’ombra fuggente lo assalì. ─ Elisa, sai niente di Caruso? Michele Caruso … ne sai qualcosa? La sua voce si era fatta più seria. Solo pronunciarne il nome, solo parlarne lo riempiva di quel terrore che aveva provato fissandolo negli occhi quel - 17 -