il bordo dell'inferno climate fiction - guerre del cambiamento climatico | Page 57
Yao si appostò sulla veranda davanti alla porta della cucina,
bloccandola, spianando il suo AK47. Ngozi appoggiò su un carretto
il suo RPG con i suoi due razzi e brandendo l’AK47 si diresse
silenzioso verso l’entrata principale, seguito a distanza da Kumi.
Kumi e Ngozi guardarono dalle finestre ma dentro era tutto buio e
c’erano delle tende, quindi Ngozi colpì con il calcio del fucile le
finestre, sino a romperle poi le aprì e saltò dentro la casa, Kumi si
avviò all’entrata principale, la quale dopo poco si aprì per mano di
Ngozi. Kumi cercò subito il telefono fisso e ne strappò i fili, poi
corse silenz ioso verso la cucina, aprì la porta e Yao, questi entrò in
casa senza proferire parola!.
I rumori dei vetri rotti forse avevano svegliato i padroni di casa, si
accese la luce delle scale dove erano probabilmente poste due
camere da letto. Un giovanotto armato di un’automatica scese un
paio di gradini, Ngozi tornò nell’ingresso principale, avendo
controllato poco prima che il salotto a pian terreno era pulito. Tao
sbucò sulla destra e Ngozi sulla sinistra, l’uomo sulle scale fu
sorpreso per un secondo nel vedere due adolescenti armati di
AK47. Il ritardo di un secondo e le due minacce furono mortali per il
giovane maltese, il quale fu beccato al torace da due burst sparati
dagli AK47, centrando il bersaglio grosso. Il giovanotto maltese
rovinò come un sacco di patate, per le scale con il torace pieno di
buchi. Uscì dalla camera la giovane moglie, la quale vedendo il
marito in una pozza di sangue, urlò disperata e si chiuse a chiave in
camera!. Disse Yao che non c’era nessun’altro in casa, tranne la
camera matrimoniale dove s i sentiva piangere un bimbo piccolo.
Dal buco della serratura, Yao vide la donna che strepitava, era in
preda al panico, camminava avant i ed indietro per la stanza,
mentre maneggiava un cellulare che forse non doveva funzionare?.
Kumi andò a riferire tutto ad Abasi, il quale giunse di corsa
nella casa, sfondando la porta della camera. La giovane donna era
in preda al panico, pianse e chiese pietà mentre stringeva il
bambino piccolo tra le braccia, poi lasciò cadere il cellulare. Abasi
strappò il piccolo dalle braccia della madre, colpendola al volto e poi
gettò l’infante fuori dalla finestra, sfondando il vetro della camera!.
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