Il Bagno Oggi e Domani Sett/Ott 2026 | Page 99

Secondo Francesco Rodighiero progettare un bagno inclusivo significa, innanzitutto, interrogarsi sulle persone che lo utilizzeranno. Così il suo progetto nasce da un processo di Design for All fondato sull’ ascolto e sulla partecipazione, due componenti fondamentali per l’ architetto e designer, che dichiara:“ L’ autonomia non è una cosa che si concede, va progettata”. Da queste premesse metodologiche nasce“ Anche per me”: un ambiente domestico con una estensione di circa 5,5 mq, pensato per essere accessibile ma, soprattutto, privo delle caratteristiche di un bagno destinato esclusivamente alla disabilità. Da qui la scelta del doppio lavabo e la volontà di lavorare su una metratura contenuta e facilmente adattabile: i sanitari occupano uno spazio di circa 2 x 2 m, e la doccia ha una profondità di 1 m. Scelte che si spiegano con la volontà di Rodighiero di“ realizzare un ambiente vero, molto vicino alla realtà delle persone”.
TRA PAESAGGIO E SPAZIO DOMESTICO Accanto alla dimensione domestica c’ è anche un preciso immaginario, quello di un luogo di salute e benessere, inserito idealmente in un paesaggio montano. Il gres porcellanato, di grande formato effetto pietra, riveste pavimento e pareti, richiamando la matericità del paesaggio naturale. La superficie non è liscia, ma presenta un’ irregolarità studiata per ridurre il rischio di scivolamento e, quindi, di incidenti. A questo si affianca il forte contrasto tra il bianco degli arredi e il nero delle superfici. La scelta non è soltanto estetica: il contrasto cromatico aiuta a individuare gli arredi e a percepire meglio i confini dello spazio, diventando uno strumento di orientamento per chi ha difficoltà visive, e per tutti una chiave di lettura dello spazio.
LA PERCEZIONE DELLO SPAZIO Miscelatori, sifoni, maniglioni e accessori partecipano alla costruzione dell’ ambiente e contribuiscono a renderne intuitiva la lettura. Linee luminose a livello del battiscopa sottolineano il perimetro dell’ ambiente, mentre faretti, specchi retroilluminati e luce naturale completano l’ illuminazione.“ L’ idea è offrire una lettura semplice dello spazio: con un solo materiale, il gres effetto pietra, si può fare tutto, e con poco”. Un approccio che sposta il tema dell’ inclusività dalla quantità degli ausili alla qualità complessiva del progetto. Sono infatti soltanto tre i maniglioni previsti. Il loro numero ridotto non significa rinunciare alla sicurezza, ma evitare di trasformare il bagno in un ambiente sovraccarico di dispositivi. Gli ausili possono essere aggiunti in funzione delle esigenze individuali, secondo una logica di adattabilità che permette allo stesso spazio di accompagnare le diverse fasi della vita. È qui che il progetto incontra il tema della longevità: un bagno pensato oggi può diventare quello di una persona anziana domani, senza dover essere radicalmente trasformato. autore francesco rodighiero
L’ ACCESSIBILITÀ COME PROGETTO Particolarmente interessante è il sanitario a terra, disegnato da Francesco Rodighiero in esclusiva per il progetto e attualmente non presente sul mercato. La soluzione nasce dall’ osservazione di un problema concreto: i sanitari sospesi, se installati secondo le esigenze di una persona in carrozzina, possono richiedere importanti distanze dalla parete e generare configurazioni ingombranti. La proposta è anche una sfida alle aziende a considerare soluzioni alternative al sanitario sospeso. Un modello a terra potrebbe infatti semplificare le ristrutturazioni, evitando lo spostamento dello scarico e riducendo lavori e costi. Il sanitario freestanding immaginato dal designer, risolve il problema dello scarico a terra mantenendo un’ immagine domestica e contemporanea. Anche il lavabo nasce da una ricerca orientata al Design for All: un lavabo da appoggio con poggiagomiti e spazio libero sottostante, che consente l’ avvicinamento frontale della carrozzina. Un prodotto nato da esigenze specifiche, ma capace di inserirsi anche in contesti non destinati esclusivamente a persone con disabilità. È proprio questo uno degli obiettivi del Design for All: fare in modo che una soluzione inclusiva non appaia come una soluzione speciale. La doccia, completamente aperta, comprende due sedute, oltre al doccino e al soffione centrale. Una soluzione che consente l’ utilizzo autonomo da seduti, ma prevede anche la possibilità di condividere la doccia per scelta, per affetto o per supporto reciproco.“ Non volevo immaginare un luogo in cui una persona fosse lasciata sola, ma uno spazio da vivere insieme.”
titolo del progetto

ANCHE PER ME

Designer e founder, lavora da oltre vent ' anni all ' intersezione tra progetto, cultura maker e inclusione. Socio dello studio Rodighiero. Design for All, è cofondatore di Opendot— fablab milanese oggi fondazione— e co-fondatore di Hackability, dove il Co-Design diventa strumento di autonomia per le persone con disabilità. Dal 2020 è presidente di Design for All Italia. Formato al Politecnico di Milano in disegno industriale( 2003) e al Polidesign con un Master in Bathroom Design( 2006), ha costruito un percorso che va dal disegno dell ' oggetto al disegno dei processi inclusivi segnando tappe importanti: gli anni a Barcellona sugli interni commerciali, il tutoraggio in
Interaction Design alla Domus Academy, le mostre a Milano, Londra, Berlino e Los Angeles, i riconoscimenti IF Design Award, Designpreis, ADI Index e menzione d’ onore al Compasso D’ Oro.
Rodighiero. Design for all
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