EDITORIALE
CHI CANTA SOTTO LA DOCCIA?
Oscar G. Colli
Anche gli opinionisti più rodati incespicano talvolta nel rincorrere nell ' agglomerato urbano o nei terreni brulli in quota, forse a causa di un argomento che frulla nelle loro testoline pensanti. Il tutto in bilico fra dubbi e certezze, a consolidare un tema capace di rappresentare il laico Verbo, che li incatena, alfine di apparire al proprio lettore-giudice, in linea con l ' attualità più dogmatica. Spinti da una disciplina professionale che non concede intervalli e balbettii delle allegre comari degne del miglior scespiriano racconto. Da umili scriba cerchiamo di rappresentare, a chi ci presta attenzione, una narrazione degna. Avevamo in mente di scrivere qualcosa legata al bellicismo, in corso d ' opera, se la responsabile di questa storica testata verticale e gli Editori( che ci coccolano), non porranno veti all ' argomento, che in questo editoriale non affronteremo. Preambolo consumato dell ' estensore della bimestrale opinione di comparto, che così si autocita senza essere stato sollecitato, a farlo, dedichiamoci al reale contenuto di questa pagina, dal titolo scanzonato, più che bizzarro. Apprezziamo da utenti della raffinata ironia, le sollecitazioni più disparate. Nello specifico ci siamo avvalsi dell ' allegato al precedente numero: " i manuali dell ' innovazione " dedicato alla doccia. Dalla vasca( nostro primo amore dalla pubertà al diciottesimo anno e oltre), passando poi all ' idromassaggio. Sino ad arrivare allo spazio-doccia, in cui alloggiano soffioni fissi e mobili dalla più disparata offerta di un oggetto che ha assunto una impensabile notorietà e disegno. In questi luoghi delle abluzioni non c ' è venuto mai il desiderio di intonare l ' inno olimpico o il motivetto estivo di turno! Sarà che non aspiriamo al do ' di petto, mal sorretti dalle corde vocali logorate dal chiacchiericcio e non rammentiamo ritornelli festivalieri fra uno stampo che profuma di erbe alpestri e bagni schiuma alla giapponese. Ma riteniamo che molti dei nostri lettori canticchiano mentre l ' acqua, dosata dai monocomandi, scende. La cara vecchia vasca ha smarrito molti suoi utenti a vantaggio di una maggiore libertà e sicurezza fisica nell ' uso a tutte le età, con piatti accoglienti per dimensione, antiscivolo e con i colori legati alla moda. Concludiamo dunque con un invito a solfeggiare quando se ne ha l ' ispirazione, ricordando i motivi passati o contemporanei che incentivano il sorriso quello che spesso viene a mancare. Del resto, il luogo comune " canta che ti passa " ha affiancato intere generazioni, quando ancora le cabine e box doccia appartenevano soltanto alle classi agiate.
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