Backstage Rubinetterie Stella / Roma
alla resistenza nel tempo. Roma è un rubinetto pensato“ per sempre”, non per essere sostituito. Ecco perché“ questo anniversario rappresenta l’ essenza dei valori aziendali di Stella: la forza di un prodotto che è per la vita." In un’ epoca che ha a lungo considerato il rubinetto come un mero dispositivo funzionale, Stella rivendica un’ attenzione profonda al benessere, alla salubrità, alla sostenibilità: ottone a basso contenuto di piombo, finiture green, controllo consapevole dell’ acqua. Anche per questo il tre fori torna oggi protagonista: più decorativo, più sostenibile, più rituale nel gesto. Non è un caso che l’ hotellerie di alta gamma resti il suo habitat naturale. Roma non invecchia, non passa di moda: diventa parte della memoria dei luoghi. Oggi sempre più spesso sono gli architetti a richiederla, riconoscendone la forza narrativa e progettuale, anche in contesti contemporanei giocati sul contrasto. Roma, insieme a Italica e Eccelsa, continua a dettare la filosofia di Stella: attenzione al dettaglio, ergonomia, centralità del gesto. Senza firme altisonanti, ma con l’ ingegno di chi conosce profondamente la materia. Pietro Stella, negli anni Venti, progettava già pensando a un mondo futuro, fatto di viaggi, grandi hotel, acqua corrente. Il gesto di miscelare l’ acqua fredda e calda attraverso le manopole— la cui forma è stata pensata dallo stesso Pietro Stella per non far scivolare la mano— restituisce una ritualità perduta. E oggi quell’ intuizione è diventata patrimonio. Celebrare cent’ anni significa anche ripercorrere la storia del costume italiano.
ROMA DOMANI L ' azienda sta preparando un volume monografico dedicato a Roma.“ Sarà un racconto che mette al centro la serie Roma in un intreccio di lifestyle italiano, viaggi e cultura. Al prossimo Salone del Mobile inoltre, per onorare la serie, presenteremo una nuova doccia free-standing che ne declina i codici centenari in chiave contemporanea” spiega la CEO. In fondo, la vera modernità non è rincorrere il futuro, ma saper“ abitare” il tempo.
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