Primo Piano Kenosistec
Antonio Angolemme, Sales & Mktg Director zionale, passando dalla rubinetteria e arredo bagno fino al rivestimento di utensili e stampi; la terza è focalizzata sui Large Coating Systems, impianti di grandi dimensioni destinati al rivestimento di pannelli fotovoltaici o substrati di ampia superficie. Kenosistec ha recentemente affiancato a queste attività un Centro Servizi per la finitura PVD, inaugurato presso la nuova sede di Casarile.
ACCOMPAGNAMENTO TECNOLOGICO La struttura non nasce con logiche di terziarizzazione, ma come piattaforma di accompagnamento tecnologico. L’ obiettivo è favorire una progressiva formazione del cliente, dall’ avviamento produttivo in outsourcing fino alla maturazione delle competenze necessarie per internalizzare il processo attraverso l’ acquisto dell’ impianto. Il PVD( Physical Vapor Deposition) è un processo di deposizione fisica da fase vapore in ambiente sottovuoto. In una camera evacuata si genera un plasma ionizzato attraverso cui il materiale vaporizzato, metallo o composto, viene trasferito e depositato sul substrato consentendo il controllo preciso dello spessore, elevata uniformità del film, ripetibilità del processo e l’ ottimizzazione delle proprietà meccaniche e chimiche del rivestimento. Nel settore dell’ arredobagno, il PVD si è progressivamente affermato come valida alternativa alla tecnologia galvanica tradizionale, grazie a una garanzia di maggiore resistenza a graffi e usura, migliori prestazioni anticorrosive, minore impatto ambientale e conformità alle normative
europee sul cromo esavalente. Inoltre, quando viene applicato sull’ acciaio inox, permette di eliminare alcuni passaggi galvanici, con benefici concreti in termini di gestione dei processi e sostenibilità. Dal punto di vista cromatico, il PVD decorativo comprende principalmente quattro grandi famiglie di finiture: le tonalità oro, che spaziano dallo champagne fino all’ oro 24 carati; i bronzi e i marroni; i grigi, declinati in diverse intensità fino alle sfumature canna di fucile o antracite; e infine il nero.
FINITURE E COLORI SEMPRE FEDELI ALL’ ORIGINALE Una delle caratteristiche distintive del processo è l’ elevata ripetibilità del colore: una volta definita la“ ricetta”, il risultato rimane stabile nel tempo. In genere le tonalità oro risultano più semplici da ottenere, mentre bronzi e marroni richiedono un controllo più preciso dei parametri di processo; il nero, soprattutto nelle varianti più profonde, necessita di un’ accuratezza ancora maggiore. In termini prestazionali, tuttavia, le diverse colorazioni garantiscono standard analoghi di resistenza a graffio, nebbia salina, umidità e raggi UV. Antonio Angolemme, Sales & Mktg Director, ci ha raccontato che“ se fino a pochi anni fa il nero rappresentava la finitura dominante, oggi il mercato guarda con crescente interesse alle tonalità marroni e bronzee, dal moka al chocolate, a conferma di una tendenza verso superfici più calde e identitarie. Non a caso, molte aziende richiedono lo sviluppo di colori esclusivi trasformando la finitura in un elemento distintivo di brand”. Tra i filoni di ricerca più attuali emerge il tema dell’ antifingerprint, considerato un vero Santo Graal del settore. Le soluzioni in sviluppo prevedono sia l’ applicazione di strati protettivi aggiuntivi sia l’ impiego di tecnologie avanzate, come l’ HiPIMS, che garantiscono durabilità e protezione e sono, oggi, scalabili anche in ambito decorativo. Parallelamente, l’ azienda sta lavorando su rivestimenti antibatterici e antivirali e su sorgenti proprietarie brevettate in collaborazione con centri di ricerca e università, tra cui il Politecnico di Milano, secondo un modello triangolare che integra industria, ricerca accademica e sviluppo applicativo.