I PIACERI DELLA VITE NUMERO 3 - LUGLIO 2017 | 页面 75
aiuta un bel paesaggio nella percezione
della bontà di un vino? E nella sua vendi-
ta?
<>.
■ In epistenologia Nicola Perullo, un filo-
sofo (un altro?) appassionato di vino,
ci invita a “vivere” il vino non a degustarlo
solamente secondo una grammatica che,
a suo dire lo svilisce. Quanto sono impor-
tanti i voti delle guide e la sommellerie
in generale per capire veramente la bontà
di un vino?
<< Le guide sono fondamentali fin che ser-
vono a guidare il consumatore a conoscere
storie, territori, culture, aziende soprattutto
artigianali. Sono altrettanto deleteri se ci
si approccia ad essi come verità rivelate. La
sommellerie nel mondo del vino ha lo stesso
ruolo del centravanti in una partita di cal-
cio: è colui che serve a mettere in gol il vino
che parte dal territorio, passa al vignaiolo e
poi alla distribuzione.
La bontà del vino si coglie quando le botti-
glie si vuotano. Certo, subentra pur la pia-
cevolezza, ma la sommellerie è fondamenta-
le per comprare, pagare, stoccare, coccolare,
provare e proporre grandi bottiglie al mo-
mento giusto. Se non ci fosse questa profes-
sionalità non ci sarebbero più nemmeno i
grandi vini. Ci fulmineremmo tutti il cervel-
lo, proponendo vini di plastica, taroccati,
disacidificati ed edulcorati, per farli bere
subito, al massimo a 30, 60, 90 gg, come i
pagamenti senza il fondamentale e costosis-
simo ingrediente che è il tempo >>.
■ Può
esistere un vino oggettivamente cat-
tivo. Esiste un vino oggettivamente buo-
no?
<< Purtroppo si, possono esistere vini cat-
tivi, magari per incidenti di percorso, evolu-
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