I Meccanismi d' azione dei Farmaci June. 2015 | Page 264
Allora un certo numero di pazienti sviluppa questa manifestazione acuta e poi inizia
un periodo clinicamente silente,cioè la persona si sente sostanzialmente bene e per
molti anni svolge una vita normale sia in termini di lavoro che in termini di
potenziale trasmettitore dell‘ infezione.Il barsaglio principale del virus HIV è
rappresentato da questi linfociti a fenotipo CD4+ cosidetti Helper, che hanno una
serie di funzioni importantissime e cioè di coordinamento-organizzazione e
mantenimento della risposta immunitaria,in particollare dell‘ immunità cellulare ma
hanno anche un‘ azione cooperante sull‘ immunità umorale.
Quindi il virus entra attraverso il recettore CD4 e colpisce in maggior misura queste
cellule e nel tempo si assiste a un calo numerico di questa sottopopolazione,per cui si
parte da livelli fisiologici oscillanti fra 600-1000 in una persona normale e si
arrivanel tempo a valori prossimi all‘ esaurimento.Infatti non esiste alcuna malattia
(salvo il diabete) in cui c‘è un marcatore cosi preciso e cosi informativo sullo stato di
salute del soggetto.In funzione alla misurazione del numero di questi linfociti CD4
noi possiamo stabilire il rischio che quel soggetto ha inanzittutto di morire nei
prossimi 6 mesi ma anche di andar incontro a quelle manifestazioni che chiamiamo
infezioni opportunistiche che tipicamente stanno a rapresentare il quadro clinico dell‘
AIDS e che ci rendono conto della sua perdita di controllo immunitario.Più
diminuisce il numero di CD4 più aumenta il numero di manifestazioni di infezioni
opportunistiche che il soggetto va incontro.
PATOLOGIE OPPORTUNISTICHE
Dal 1993 al 1996 ,gli ultimi anni in cui nei paesi occidentali non esisteva ancora una
terapia valida,l‘ unica cosa che potevamo fare per gli infetti da HIV era di farli
sopravvivere il più a lungo possibile ,prevenendo le infezioni ,curandole
tempestivamente usando anche strumenti particolari del ricovero medico come l‘‘
alimentazione parenterale o le trasfusioni quando si sviluppava anemia ecc.Infatti
loro sopravvivevano più a lungo rispetto alle aspettative inbase alla loro immunità e
diventavano ricettacoli di infezioni estremamente strane, per esempio la polmonite da
rodococcus equi (coccobacillo che dà polmonite nel cavallo),la criptosporidiosi
(diarrea tipica di alcune specie bovine).
Nell‘ infezione da HIV si ha una progressiva discesa dei CD4 in numero assoluto per
microlitro o milimetro cubo di sangue, la cui conoscenza ci permette di stimare più o
meno quello che sta accandendo o sta per accadere in quel soggetto.Il numero dei
CD4 è un segnale istruttivo,per esempio se ho 260-270 CD4 posso escludere tutto
una serie di ipotesi estreme caratteristiche appunto dell‘ ultimo stadio.Da qualche
anno disponiamo anche di un altro indicatore dell‘ infezione da HIV che è una sorta
di quantizzazione delle coppie virali circolanti .Questo ci dà una misura dell‘ attività
replicativa del virus, mentre la conta dei CD4 ci dà una indicazione circa lo stato dell‘
immunità del soggetto.Quindi posso avere 600 CD4 ma con 2000000 di coppie virali
per ml e questo mi indica che quel soggetto avrà un‘ abbassamento della sua
immunità nei prossimi mesi perché la sua infezione è in attiva replicazione.Oggi l‘
uso di farmaci permette addirittura l‘ azzeramento della carica virale o comunque l‘
abbassamento a un valore al di sotto della capacità dell‘individuazione dei sistemi
che usiamo,per cui se io ho un soggetto che ha alcune centinaia di migliaia di coppie
264