I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 164

Il bolide Tutto annerò. Brillava, in alto in alto, il cielo azzurro. In via con me non c’eri, in lontananza, se non tu, Rio Salto. Io non t’udiva: udivo i cantonieri tuoi, le rane, gridar rauche l’arrivo d’acqua, sempre acqua, a maceri e poderi. Ricordavo. A’ miei venti anni, mal vivo, pensai tramata anche per me la morte nel sangue. E, solo, a notte alta, venivo per questa via, dove tra l’ombre smorte era il nemico, forse. Io lento lento passava, e il cuore dentro battea forte. Ma colui non vedrebbe il mio spavento, sebben tremassi all’improvviso svolo d’una lucciola, a un sibilo di vento: lento lento passavo: e il cuore a volo andava avanti. E che dunque? Uno schianto; e su la strada rantolerei, solo... no, non solo! Lì presso è il camposanto, con la sua fioca lampada di vita. Accorrerebbe la mia madre in pianto. Mi sfiorerebbe appena con le dita: le sue lagrime, come una rugiada nell’ombra, sentirei su la ferita. Verranno gli altri, e me di su la strada porteranno con loro esili gridi a medicare nella lor contrada,