I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Page 160

Commiato Una stella sbocciò nell’aria. Le risplendé nelle pupille. Su la campagna solitaria tremava il pianto delle squille. - È ora, o figlio, ora ch’io vada. Sono stata con te lunghe ore. Tra questi bussi è la mia strada; la tua, tra quelle acacie in fiore. Sii buono e forte, o figlio mio: va dove t’aspettano. Addio! ...Venir con te? Ma non è dato! Sai pure: m’han cacciata via. Ci fu chi non mi volle allato nel mondo, così larga via; chi non permise che, sia pure, stessi con le mie creature. ...Tu venir qui? Viene chi muore... E tu vuoi dunque venir qui. Sei stanco: è vero? Hai male al cuore. Quel male l’ebbi anch’io, Zvanî! È un male che non fa dormire; ma che alfine poi fa morire. - Si chiudevano i casolari. Cresceva l’ombra delle cose. Ancor tra i lontani filari traspariva color di rose. - Ma dimmi, o madre, dimmi almeno, se nel tramonto del suo giorno tuo figlio si deve sereno