I_Canti_di_Castelvecchio Canti di Castelvecchio | Seite 152

La Messa La squilla sonava l’entrata. Diceva con voce affrettata: - Non entri? Non entri? Perché? C’è un rito con fiori, con ceri, con fiocchi d’incenso leggieri. Su, entra, ché suono per te. Udrai dopo un chiaro tintinno, salire la gloria d’un inno dall’organo che gemerà. C’è un vecchio che mormora stanco con tutto un suo tremolìo bianco, parole di felicità. La panca vedrai dove un giorno veniva coi piccoli intorno tua mamma: venivi anche tu. Pregava (tuo padre non c’era) pregava; ma quella preghiera s’è forse smarrita laggiù. T’udrai (sa il tuo nome!) chiamare da quella... Ha le lagrime amare del cuore che invano pregò. Non entri? Anche tu piangerai. Ma il piangere è buono, lo sai; ma il piangere è buono, lo so. Sonai per tua mamma... ma grave, ma dolce, ma pia, come un Ave. sonai per la madre che fu!