Happy School | Página 16

16 ALLA RICERCA DELLE NOSTRE ORIGINI La sala picena del Museo Archeologico ci aspetta A ncona, martedì 2 febbraio - È una mattina soleggiata e c’è un’aria frizzante. Entriamo nell’elegante e maestoso “Palazzo Ferretti” che nel corso degli ultimi tre anni è stato una nostra seconda scuola. Il palazzo fu edificato nel XVI sec. alle pendici del colle Guasco, per volontà del conte Angelo Girolamo Ferretti; dal 1958, è sede del Museo Archeologico Nazionale delle Facciata del Museo Archeologico Nazionale di Ancona Marche. Il museo ci mostra come nella nostra regione si siano succedute le civiltà, dal Paleolitico all’alto Medioevo; le sue maggiori attrattive sono la sezione preistorica (pietre scheggiate, orsa Bruna…) e protostorica dedicata alla civiltà picena: comprende anche ricche collezioni relative alle civiltà greca, romana e dei Galli Senoni. I reperti riguardanti i Piceni formano la più completa raccolta esistente ed è proprio in questa sezione che la nostra guida Cecilia (vecchia conoscenza!) ci sta accompagnando: nelle teche sono conservati abiti, corredi fune- rari, scudi di bronzo, vasi, gioielli d’oro e d’ambra, fibule in bronzo e oggetti di uso comune. Dalla presenza delle armi ritrovate nelle tombe maschili possiamo capire che i Piceni erano un popolo guerriero; la guida inoltre ci racconta che erano un popolo di mercenari, che tenevano molto alla pulizia personale e che amavano circondarsi di cose belle: vasi greci, gioielli, rasoi per depilarsi, accessori per l’abbellimento dei vestiti… Infine dai loro reperti possiamo comprendere che questo popolo era aperto ad intensi scambi commerciali e culturali. CURIOSITÀ Perché il picchio è il simbolo della nostra regione? Per gli scrittori antichi (Strabone, Plinio il Vecchio e Festo) i Piceni avrebbero avuto origine da una migrazione di Sabini: un picchio (picus), uccello sacro a Marte dal quale il gruppo trasse il nuovo nome, li avrebbe guidati posandosi durante il viaggio sul loro vessillo. Il motivo di questa migrazione sarebbe stato un voto di “primavera sacra”: presso le antiche popolazioni era consuetudine offrire agli dei tutti i nati tra il 1° marzo e il 30 aprile di un anno di carestia o di guerra; gli animali venivano immolati mentre i bambini, una volta raggiunta l’età adulta, all’inizio della bella stagione erano accompagnati ai confini da dove partivano alla ricerca di nuove terre in cui stabilirsi e fondare nuovi villaggi. La classe V