Guide agli itinerari più belli d'Italia Torino - Dic. 2013 | Page 22

Palazzo Reale di Torino Postato da Guiditaly Guiditaly palazzi,musei,torino 45.07267°N , 7.68628°E Iniziato nel 1646 dalla madama reale Cristina di Francia per sostituire il vecchio palazzo del Vescovo, conserva intatta la facciata di Carlo Morello (1658). L'edificio, a pianta quadrata, con co rtile interno, fu residenza dei re di Sardegna fino al 1859 e di Vittorio Emanuele II, re d'Italia, fino al 1865. Le decorazioni e gli arredi interni testimoniano il succedersi dei numerosi artisti che vi lavorarono dal XVII al XIX secolo. Salendo il monumentale scalone di Domenico Ferri, 1864-1865, ornato da dipinti e statue ottocenteschi, con l'eccezione del monumento a Vittorio Amedeo I, si giunge al primo piano, dove ha inizio la visita. Nell'ampio Salone degli Svizzeri, con fregio dei fratelli Antonio e Gian Francesco Fea (1558-1661) raffigurante i Fasti della stirpe sassone di Vitichindo, da cui discenderebbe casa Savoia, tela del soffitto di Carlo Bellosio (1842) e grande Emanuele Filiberto alla battaglia di San Quintino (1557) di Palma il Giovane, si dipartono la Galleria della Sacra Sindone, con accesso alla cappella, la Galleria delle Battaglie, la scala delle Forbici, geniale creazione di Filippo Juvarra (1720) e la sequenza delle sale di rappresentanza. La prima è la sala dei corazzieri o delle Dignità, dove sono appesi due arazzi con Elementi, della manifattura di Beauvais (1695 circa). Seguono la sala degli Staffieri o delle Virtù, rappresentate nel fregio e nella tela di Charles-Claude Dauphin al centro del soffitto intagliato e dorato, mentre alle pareti spiccano gli arazzi della serie di Don Chisciotte della manifattura di Gobelins (1746-1747); la sala dei Paggi o delle Vittorie, con tele e decorazioni del secolo XVII. Si passa nella sfarzosa sala del Trono, epoche diverse, Allegoria della Pace (1662) e bel pavimento intarsiato. La sala delle Consiglio conservano i soffitti seicenteschi, decorazioni si devono all'intervento di Pelagio Pelagi, diretto da Carlo Alberto. con intagli dorati di di Jan Miel nella volta Udienze e quella del mentre gli arredi e le Notevole il Gabinetto Cinese, rivestito di lacche originali su progetto di Juvarra, con affresco di Claudio Francesco di Beaumont. Passata la camera da letto di Carlo Alberto, con pala di Defendente Ferrari ed il pregadio di