GRANDE CUCINA 04-2025 | Page 4

EDITORIAL NOTE

ESPLORARE

TRA PERCORSI

UN ANNO

E L’ ALTRO

Ogni fine anno porta con sé la tentazione del bilancio, ma nel nostro mestiere il tempo non si misura in risultati o numeri. Si misura nel modo in cui cambiano le persone, i linguaggi, le idee. E in questo senso, il 2025 è stato un anno che ha messo alla prova la ristorazione italiana, ma anche la sua capacità di rigenerarsi.
Abbiamo visto consolidarsi nuovi modelli di impresa gastronomica, più consapevoli, meno autoreferenziali. È cresciuta l’ attenzione verso la formazione, verso la cultura del lavoro di squadra e la sostenibilità dei ritmi. Temi che per anni sono rimasti nelle retrovie e che oggi tornano centrali, non come parole d’ ordine ma come scelte quotidiane. E forse è proprio da qui che nasce una nuova idea di eccellenza: non solo tecnica, ma anche relazionale, capace di dare valore alle persone e non solo ai piatti.
In questo scenario, il Grande Cucina Talent Prize è diventato un punto d’ osservazione privilegiato. Ogni edizione racconta una generazione che non cerca scorciatoie ma senso. Giovani che costruiscono il proprio percorso con serietà, curiosità e rispetto. Quest’ anno più che mai, sul palco si è sentita l’ emozione di chi vive la cucina come un linguaggio da interpretare, non da imitare. È stato un momento corale, dove ognuno ha portato la propria voce: gli chef, i giurati, i partner, la redazione. Dietro le luci e le foto c’ era il lavoro di mesi, la volontà di far emergere storie che rappresentano il presente più che il futuro del settore.
E guardando avanti, il 2026 si apre con una domanda di fondo: come continuare a dare contenuto a parole come formazione, talento, innovazione? Grande Cucina proverà a farlo mantenendo la sua identità di strumento professionale, ma anche di spazio di confronto. Racconteremo il mestiere da dentro, senza cedere all’ ovvietà dei format, provando a leggere la realtà con lo sguardo di chi vive ogni giorno questo mondo, non solo di chi lo osserva.
Un grazie va alla squadra che rende possibile tutto questo: redazione, collaboratori, partner, e chi crede che dietro ogni numero ci sia un lavoro di relazione, cura e fiducia reciproca. Perché il valore di un progetto editoriale, come quello di un ristorante, è sempre nel gruppo che lo sostiene.
Buona lettura. Federico Lorefice