GRANDE CUCINA 02-2026 | Page 6

EDITORIAL NOTE

IL PRIMO SERVIZIO

CONTA PIÙ DI QUANTO PENSIAMO

C’ è una sensazione che torna spesso, parlando con chi lavora nel settore: si va avanti, ma senza una direzione davvero stabile. Alcuni mercati si sono fermati. Altri rallentano. I costi restano alti, i margini si assottigliano. E quello che succede fuori entra in cucina.
Le tensioni sui mercati internazionali si traducono in listini che cambiano, forniture che si complicano, food cost che salgono. Non è una fase passeggera. È cambiato il contesto. E continuare a ragionare come prima rischia di essere più pericoloso che utile. In questo scenario, ci sono momenti della giornata che stanno cambiando ruolo. In questo numero ne abbiamo fatto uno dei temi centrali. La colazione. Per anni è stata gestita in automatico, standard, replicabile, spesso lasciata ai margini del progetto. Oggi non è più così. Chi lavora negli hotel lo sa bene. La colazione è uno dei pochi momenti davvero certi. L’ ospite c’ è, passa di lì, non devi andarlo a cercare. E nella maggior parte dei casi l’ ha già pagata, inclusa nel prezzo della camera. Quella aspettativa è un’ occasione che molti ancora non sfruttano fino in fondo.
Negli ultimi mesi sempre più chef hanno deciso di entrarci davvero. Non per aggiungere qualcosa. Per ripensare il servizio dall’ inizio, portando in sala la stessa logica che usano la sera. Stagionalità, coerenza, identità. Meno buffet anonimi, più scelte pensate. In alcuni casi si costruisce un’ identità precisa. In altri si prova, si aggiusta, si cerca una direzione. Ma il punto è che la colazione non è più neutra. È un tema di modello. Un servizio pensato genera più valore dallo stesso spazio, con gli stessi costi fissi. Chi riesce a renderlo coerente con il proprio lavoro ha fatto un passo avanti reale. Chi lo lascia com’ era, in una fase come questa, sta perdendo qualcosa di concreto.
Buona lettura. Federico Lorefice