GRANDE CUCINA 02-2026 | Page 48

GrandeCucina per Molino Pasini I

LA FARINA COME PROGETTO CULTURALE

@ Stefania Giorgi
Molino Pasini ripensa la farina come ingrediente identitario attraverso ricerca, progettazione e cultura d’ impresa. Un percorso che unisce prodotto, narrazione e visione strategica
a cura della redazione
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C’ è un momento in cui anche una materia prima può cambiare statuto, nel modo in cui viene pensata, progettata e raccontata. È su questo passaggio che si innesta il percorso di Molino Pasini: trasformare la farina in ingrediente identitario. Fondata oltre cento anni fa nella pianura mantovana e oggi alla quarta generazione, l’ azienda ha costruito la propria crescita su una competenza distintiva: progettare farine. Non semplicemente macinare grano, ma governarne la variabilità, trasformandola in performance costante per il professionista. A partire dal 2017, Molino Pasini ha avviato un profondo lavoro di riposizionamento di natura strategica: identità visiva, packaging, linguaggio, contenuti editoriali che hanno ridefinito il ruolo della farina, portandola dentro il sistema dell’ alto di gamma italiano. Qui si colloca il senso più profondo del Premio Giovani imprese Altagamma. Non un punto di arrivo, ma la legittimazione di una visione: « Dare nuova dignità alla farina significa sottrarla alla logica della commodity e riportarla al centro del gesto professionale. Non come semplice ingrediente, ma come materia progettata, capace di determinare qualità, risultato e identità. È un lavoro che unisce industria, cultura e responsabilità, e che richiede tempo, coerenza e investimenti continui ».— racconta Gianluca Pasini, AD di Molino Pasini. In questo contesto nasce Proud to be Pasini, una community internazionale di professionisti che condividono linguaggio, approccio e visione. Da qui l’ evoluzione naturale in Proud to be Italian, uno sguardo più ampio sul contesto in cui la qualità prende forma: gesti, rituali, abitudini quotidiane. « Se la qualità nasce dal saper fare, è nei luoghi e nei gesti quotidiani che diventa riconoscibile », prosegue Pasini, ampliando il perimetro del racconto. Questa riflessione trova una sintesi concreta nel progetto Bar Italia, presentato a TuttoFood: non uno stand, ma un dispositivo narrativo. Il bar luogo democratico e trasversale dove la farina è sempre presente, anche quando non si vede. All’ interno di questo racconto si inserisce il lancio de La Romana, nuova farina 00 pensata per interpretare in modo preciso e contemporaneo le diverse versioni della pizza romana, oggi sempre più centrali nel linguaggio della pizzeria. Un prodotto sviluppato a partire dalle esigenze dei professionisti: controllo nella stesura, stabilità negli impasti a freddo, regolarità dell’ alveolatura, croccantezza asciutta e leggera. Parallelamente, questo stesso sguardo si esplicita ancora di più nel nuovo numero del Mugnaio Magazine. Non una semplice pubblicazione, ma un vero dispositivo editoriale attraverso cui Molino Pasini costruisce il proprio pensiero e lo restituisce in forma visiva e narrativa. Il numero # 14,“ All’ Italiana – Mangiare in Italia: istruzioni per l’ uso”, si inserisce in continuità diretta con il progetto Bar Italia e ne diventa estensione editoriale. Non racconta il cibo in modo descrittivo, ma lo osserva come sistema culturale. La direzione artistica, firmata da Lissoni GraphX, costruisce un impianto visivo rigoroso ed essenziale, mentre le illustrazioni di Gianluca Biscalchin introducono uno sguardo narrativo leggero ma profondamente analitico. Se lo spazio del Bar Italia ne è l’ esperienza, Il Mugnaio ne è la riflessione. È proprio in questa integrazione tra industria, prodotto e narrazione che Molino Pasini costruisce oggi il proprio posizionamento. Un sistema complesso che

FOCUS

Gianluca Pasini, Amministratore Delegato Molino Pasini
coinvolge filiera, ricerca, formazione e immaginario. Perché, nel lavoro quotidiano di uno chef, la farina resta un punto di partenza. Ma può diventare, sempre più, una scelta consapevole e distintiva.
LA ROMANA, PRECISIONE E LINGUAGGIO DELLA PIZZA ROMANA La Romana nasce da un’ osservazione concreta: la crescente centralità della tradizione romane nella pizzeria contemporanea e la necessità di strumenti tecnici adeguati. Non una farina generica, ma un prodotto progettato per rispondere a esigenze specifiche: impasti gestiti a freddo, panetti di piccola grammatura, necessità di controllo in stesura e continuità di risultato. La formulazione consente una lavorazione fluida e stabile, favorendo un’ alveolatura regolare e una croccantezza sottile e asciutta, cifra distintiva della pizza romana. Allo stesso tempo, garantisce adattabilità a diversi livelli di idratazione e contesti operativi.“ Più che una nuova referenza, è un’ evoluzione progettuale della gamma”, sottolinea l’ azienda. Per il professionista, significa lavorare con uno strumento preciso, pensato non per semplificare, ma per ampliare il controllo.