Giornale dell'Installatore Elettrico Ott 2026 | Page 46

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URMET

CONTROLLO ACCESSI SCALABILE: FINO A 364 GATE PER EDIFICI COMPLESSI

La gestione della sicurezza in edifici di medie e grandi dimensioni, dagli edifici residenziali e terziari a quelli industriali, richiede piattaforme capaci di adattarsi a contesti molto diversi tra loro: aziende multisede, hotel, B & B e strutture ricettive, edifici scolastici e universitari, sedi della pubblica amministrazione. Ipassan, il sistema di controllo accessi di Urmet, risponde a questa esigenza con una piattaforma flessibile e capace di integrarsi con dispositivi e soluzioni di terze parti, un requisito sempre più richiesto nei capitolati di gara per edifici complessi. Ipassan prevede una gestione sia in cloud sia in locale, con controllo da remoto tramite la piattaforma Ipassan Manager, che monitora l’ impianto, aggiorna costantemente i dispositivi e ne garantisce il funzionamento anche in assenza di collegamento a Internet. Le modalità di accesso disponibili comprendono RFID( 125 kHz o 13,56 MHz Mifare, Mifare Plus, DesFire), QR Code, BLE, tastiera Pin, lettura targa o impronta digitale; un unico sistema può gestire più sedi geograficamente distanti, con orari e permessi personalizzati per fascia oraria e area di competenza, e ogni accesso viene tracciato con data, ora, utente e varco utilizzato, incluso il riconoscimento di eventi anomali come porta forzata o accesso negato. Il cuore del sistema è il controller, che gestisce fino a 6 varchi comunicando con i lettori multi-tecnologia tramite il protocollo a 2 fili 2Smart, per un totale di 364 gate gestibili per network, incrementabile configurando l’ impianto da cloud senza dover intervenire fisicamente su ogni controller. Con l’ app K-App lo smartphone diventa una chiave di accesso alla struttura, mentre
l’ integrazione con il citofonico Urmet 2Voice, tramite pulsantiera Alpha o Smart Panel, estende ulteriormente le funzionalità, così come i moduli In / Output per il controllo di ascensori o servizi come il controllo energetico di una stanza d’ albergo dopo l’ a- pertura della porta. La messa in servizio, affidata a un wizard con menù guidato, riduce i tempi di configurazione per chi gestisce l’ impianto su più sedi contemporaneamente, un fattore che pesa quanto le specifiche tecniche nella scelta del sistema da parte del system integrator.
VIMAR

UN ATTICO DI RECUPERO DOVE DOMOTICA E SICUREZZA RESTANO INVISIBILI

Progettata negli anni‘ 50 dal geometra Enrico Schiavina, la Residenza ai Pini si trova tra i colli bolognesi, in un contesto naturale caratterizzato da slanciati pini marittimi. Ampie vetrate e profondi balconi dilatano lo spazio domestico verso l’ esterno, mentre mattone a vista e cemento definiscono un linguaggio essenziale. Su questo impianto si innesta il restauro firmato dall’ architetto Martina Gaiba( Studio MpiùG), nipote dello stesso Schiavina, che unisce due appartamenti sovrapposti in un attico unico: l’ eliminazione del corridoio amplia la zona giorno, mentre lievi dislivelli articolano il percorso domestico attorno al camino, collocato al centro della casa come fulcro visivo. La parte impiantistica si inserisce con discrezione: controsoffitti e boiserie in legno generano sfondati capaci di accogliere le componenti tecniche senza ridurre l’ altezza degli ambienti. È in questo spazio che si integrano le soluzioni Vimar. Il sistema domotico By-me Plus gestisce illuminazione, automazione delle tapparelle, climatizzazione e controllo dei consumi, anche da remoto tramite l’ app View, garantendo funzionamento affidabile anche in presenza di criticità di rete. A questo si affianca il sistema di sicurezza, che combina l’ antintrusione By-alarm Plus e la videosorveglianza Elvox TVCC, con telecamere Bullet dedicate al controllo di terrazze esterne e giardino pensile; la supervisione complessiva converge nei touch screen, punti di controllo con layout semplice pensati per la gestione quotidiana degli ambienti. A completare l’ intervento, la tecnologia domotica dialoga con la serie civile Eikon Exé, qui nella versione con comandi Vintage in bronzo scuro spazzolato: le levette restituiscono una gestualità e una dimensione sonora dal
carattere retrò, richiamando il bronzo ripreso anche nel rivestimento del camino. La palette dei materiali, rovere termocotto, intonaci a calce, marmi, resta coerente con l’ epoca dell’ edificio, mentre le tonalità degli ambienti derivano da un dipinto secessionista dei primi del Novecento. Il caso della Residenza ai Pini mostra, per chi lavora su edifici storici o di pregio, come domotica, sicurezza e videosorveglianza possano convivere con controsoffitti, boiserie e finiture d’ epoca senza imporre altezze ridotte o apparecchiature a vista, lasciando che l’ architettura originaria resti protagonista dello spazio. www. nt24. it