MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA RACCOGLIE IL 2,8 % DELLE ISCRIZIONI ALLE SCUOLE SUPERIORI. È L’ INDIRIZZO PIÙ DIRETTO VERSO I MESTIERI CHE IL MERCATO CERCA DI PIÙ. LA DISTANZA TRA QUELLA QUOTA E IL FABBISOGNO REALE DELLE IMPRESE È LA MISURA CONCRETA DEL MISMATCH ITALIANO
36 FORMAZIONE
LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE: IL QUADRO NORMATIVO
Il D. Lgs. 13 / 2013 istituisce il sistema nazionale di certificazione delle competenze, fornendo una cornice istituzionale per il riconoscimento delle qualifiche acquisite anche fuori dai percorsi formali. Il D. Lgs. 81 / 08( Testo Unico Sicurezza) configura l’ aggiornamento delle competenze degli operatori elettrici come obbligo normativo, non come investimento discrezionale. Per chi lavora nel comparto, questi due riferimenti definiscono insieme il perimetro della qualificazione obbligatoria: non solo le competenze di base, ma l’ aggiornamento continuo su sistemi normativi in evoluzione che cambiano il profilo richiesto all’ installatore rispetto a dieci anni fa.
MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA RACCOGLIE IL 2,8 % DELLE ISCRIZIONI ALLE SCUOLE SUPERIORI. È L’ INDIRIZZO PIÙ DIRETTO VERSO I MESTIERI CHE IL MERCATO CERCA DI PIÙ. LA DISTANZA TRA QUELLA QUOTA E IL FABBISOGNO REALE DELLE IMPRESE È LA MISURA CONCRETA DEL MISMATCH ITALIANO
57,3 %; per i laureati al 50,9 %. Oltre la metà dei profili ITS cercati dalle imprese non viene trovata sul mercato. Nel comparto dell’ impiantistica elettrica i valori sono ancora più significativi. Per i manutentori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici, Excelsior registra una difficoltà di reperimento del 72,6 %. Per i tecnici delle costruzioni civili, il dato si attesta al 73,6 %( Excelsior 2025). Tre tecnici su quattro, nel comparto elettrico e delle costruzioni, risultano difficili da trovare. Il sistema ITS, che produce circa 7.000 diplomati per ciclo sull’ intero territorio nazionale, è strutturalmente sottodimensionato rispetto a una domanda che si
www. nt24. it esprime in centinaia di migliaia di contratti.
Il problema a monte: le scelte scolastiche
Per capire perché il sistema ITS produce meno tecnici di quanti ne servano, bisogna risalire a monte del percorso formativo: alle scelte che i ragazzi compiono quando si iscrivono alle superiori. Secondo i dati MIUR( a. s. 2023 – 2024), gli istituti tecnici raccolgono il 30,9 % delle iscrizioni totali, in lieve crescita rispetto al 30,7 % dell’ anno precedente, ma ancora lontani dai licei, che continuano ad attrarre la maggioranza degli studenti. All’ interno del settore tecnologico, gli indirizzi più direttamente collegati al comparto impiantistico ed elettrico raccolgono quote ri- dotte: Meccanica, Meccatronica ed Energia si ferma al 2,8 % del totale degli iscritti alle superiori. Gli istituti tecnici del settore tecnologico( indirizzi Meccanica, Meccatronica ed Energia ed Elettronica ed Elettrotecnica) formano tecnici in grado di progettare, realizzare e gestire impianti e sistemi, con competenze su automazione, macchine, energia e organizzazione del lavoro( Linee guida MIUR, settore tecnologico). Sono i profili più coerenti con il fabbisogno del comparto impiantistico, e sono quelli che le imprese faticano di più a trovare. La proporzione tra iscrizioni e fabbisogno non si chiude: la base scolastica che alimenta la ITS e il mercato del lavoro tecnico è troppo stretta.
Il quadro europeo: un ritardo sistemico
Il problema italiano delle competenze tecniche non è isolato, ma è più grave che altrove. Secondo il European Skills Index 2024( CEDEFOP), l’ Italia si posiziona 30 ª su 31 Paesi con un punteggio complessivo di 26. I tre pilastri dell’ indice misurano aspetti distinti: Skills Development( sviluppo delle competenze): punteggio 40,8, 25 ª posizione; Skills Activation( capacità di portare i giovani al lavoro): punteggio 10,6, 30 ª posizione; Skills Matching( coerenza tra competenze e posizioni di lavoro): punteggio 33,4, 27 ª posizione. Tra gli indicatori più critici spiccano: Recent graduates in employment al 65,2 %- ultimo posto in Europa- e activity rate 25 – 54 anni all’ 78,6 %, anch’ esso ultimo posto. Non si tratta solo di un problema di formazione tecnica: è un ritardo sistemico nella capacità di trasformare istruzione in occupazione, con particolare impatto sui giovani. Il paradosso ITS, ottima occupabilità dei diplomati, enorme difficoltà delle imprese nel trovarli, si inscrive in questo quadro più ampio: un Paese che non riesce ad attivare pienamente le competenze che produce.
Gli installatori di domani, oggi …
Il cortocircuito descritto non riguarda solo il sistema scolastico o le politiche del lavoro: ha ricadute dirette sull’ operatività quotidiana delle imprese impiantistiche. In un mercato dove oltre il 57 % dei profili tecnici ITS cercati non viene trovato, e dove la difficoltà di reperimento per i manutentori elettrici supera il 72 %( Excelsior 2025), la capacità di attrarre e trattenere personale qualificato diventa un fattore competitivo primario, non più una funzione di supporto. Per le imprese impiantistiche, il percorso 4 + 2, quattro anni di istituto tecnico( indirizzi Meccanica, Meccatronica ed Energia o Elettronica ed Elettrotecnica) seguiti da due anni di ITS Academy, produce il profilo più coerente con il fabbisogno del comparto. Il tasso di occupazione del 87 % e la coerenza del 93,8 %( SLI, Monitoraggio ITS 2024) indicano che chi percorre questa filiera trova lavoro, e lo trova nel settore giusto. Costruire rapporti strutturali con gli ITS Academy territoriali( tirocini, project work, inserimento post-diploma) è oggi uno dei pochi strumenti concreti disponibili per ridurre l’ esposizione alla carenza di mercato. Per i progettisti, la riduzione dell’ offerta di tecnici qualificati impone una riflessione sui tempi e sui capitolati. Se questi tecnici non sono disponibili in numero sufficiente, la progettazione si scontra con un tetto operativo che nessuna norma può rimuovere. Per chi lavora nel comparto, sostenere i percorsi formativi tecnici, anche attraverso la disponibilità di tirocini e collaborazioni con gli ITS, non è filantropia: è interesse diretto.