«Il punto di partenza è sempre un bisogno, una funzione, mai un prodotto fine a sé stesso »: lo ha detto Diego Gianetti, direttore commerciale di BTicino, aprendo la presentazione milanese di Casa +, il nuovo ecosistema residenziale del costruttore. Non è una formula retorica. È la chiave per leggere un lancio che aggrega prodotti già presenti a gamma, novità 2026 e servizi digitali, accomunati dalla logica del“ più”: non sostituzione, ma aggiunta di valore a installazioni esistenti. Il contesto di mercato che ha spinto verso questa strategia è quello che gli installatori riconoscono: meno nuove costruzioni, ristrutturazioni rallentate dopo il ciclo degli incentivi, budget più selettivi. « La nostra missione è far crescere il valore delle abitazioni che già esistono- ha spiegato Gianetti. Valore per le persone, con funzioni nuove e intelligenti. Ma anche valore economico: una casa smart si propone sul mercato a un prezzo più alto ». Per chi installa, questo si tra-
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duce in una leva commerciale concreta verso il committente privato, soprattutto nel segmento della ristrutturazione dove l’ intervento sull’ esistente è oggi il terreno principale.
La domanda che l’ installatore può intercettare
Il lancio di Casa + si appoggia
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su un dato di mercato preciso: secondo una ricerca condotta con il Politecnico, un italiano su due dichiara esplicitamente interesse per una casa più intelligente. Non è una preferenza astratta, ma riguarda funzioni identificabili: rispondere al citofono da remoto, regolare la temperatura in base alla presenza |
reale in casa, sapere quanto si consuma. Funzioni che esistevano già, osserva Gianetti, ma che diventano altro una volta connesse: « La termoregolazione c’ era già, la videocitofonia esisteva già. Farle smart rende possibile tutta una serie di esigenze che oggi sono assolutamente attuali, non ultima quella del |
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