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Anodi in titanio attivati per impianti a correnti impresse , cosa c ’ è da conoscere ?
ad un consumo pratico di 6 mg / A anno . Anche le densità di corrente applicabili agli anodi sono molto diverse a seconda degli ambienti ; in acqua di mare si arriva ad una densità di 600 A / m 2 , mentre nel suolo si utilizza conservativamente una densità di corrente di emissione di 100 - 150 A / m 2 . In situazioni drastiche come in fanghi o in aree a basso tenore di umidità o ancora in aree a temperature molto basse , vicine a 0 ° C le densità di corrente devono essere ridotte fino anche a 50 A / m 2 . In realtà non si tratta propriamente di un consumo dell ’ anodo , quanto di un collasso del catalizzatore . Il vero problema è la disattivazione del catalizzatore che può avvenire per occlusione dei siti attivi del catalizzatore stesso oppure per la formazione , nel tempo di un film di ossido di titanio all ’ interfaccia tra il titanio stesso ed il deposito della miscela di ossidi . Quest ’ ultimo fenomeno è il motivo per cui nei nostri processi applichiamo uno strato intermedio di ossidi di tantalio e zirconio prima dello strato attivo costituito da ossidi di iridio e rutenio . Per quanto riguarda invece le applicazioni nel calcestruzzo le densità di corrente applicate sono bassissime , dell ’ ordine di 110 mA / m 2 . Valori così bassi non sono dovuti alle caratteristiche degli anodi quanto alle proprietà del cemento stesso , in quanto , per densità di corrente superiori , i prodotti acidi della reazione anodica andrebbero a deteriorarne le caratteristiche chimiche e di resistenza .
Nel mondo globalizzato di oggi si sono moltiplicati i produttori di anodi su scala mondiale , mettendo spesso in crisi uffici tecnici e commerciali , spesso con prezzi che sembrano altamente competitivi . Ma , se io fossi il responsabi-
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Anodi in titanio attivati per impianti a correnti impresse, cosa c’è da conoscere? Focus 02/2021 Si dice che, durante il loro funzionamento, gli anodi in Ti/MMO portino allo sviluppo di gas che possono mettere a rischio la loro efficienza. Come si può gestire la situazione? In fase di installazione, diviene opportuno realizzare una tubazione di sfiato, che può essere calata insieme alla stessa catena di anodi, per facilitare l’eliminazione dei gas prodotti dalle reazioni anodiche creando sacche di gas in grado di isolare la super- ficie degli anodi dall’elettrolita. Va fatta particolare attenzione allo sviluppo del cloro che può ricombinarsi con l’acqua per dar luogo ad acido ipocloroso aumentando di molto l’acidità dell’ambiente fino ad arrivare a danneggiare l’integrità dei cavi di col- legamento le cui guaine di isolamento dovranno essere selezionate considerando la resistenza ad ambienti acidi; viene normalmente raccomandato l’utilizzo di cavi con guaina di rivestimento in kynar, mentre per casi estremi si può arrivare ad utilizzare guaine in teflon per tutta la lunghezza dei cavi. L’alimentatore di protezione catodica imprime al letto anodico una corrente “raddrizzata”, cioè trasforma una corrente alternata in una corrente “quasi” continua. Quali possono essere gli effetti delle fluttuazioni residue di corrente alternata sulle prestazioni degli anodi Ti/MMO. Il problema ha origini storiche, era molto grave quando la tecnologia aveva a dispo- sizione solo anodi in titanio platinato dato che l’ondulazione residua del voltaggio, 18 19