Fatima_Messaggio di Tragedia o di Speranza | Page 35

Più tardi, il 20 maggio 1946, suor Lucia può rivedere il luogo delle apparizioni, andando alla Cova da Iria, nella grotta del Cabeço e nel podere dei Valinhos. Posteriormente, il 25 marzo 1948, ha lasciato l ' Istituto di santa Dorotea per entrare nel Carmelo di san Giuseppe, a Coimbra, con il nome di suor Maria Lucia del Cuore Immacolato( 1). Il 13 maggio dello stesso anno ha vestito l ' abito di santa Teresa, e il 31 maggio 1949 ha fatto la professione come carmelitana scalza.
LE RIVELAZIONI POSTERIORI AL 1917 I CINQUE PRIMI SABATI
Nel segreto di luglio, la Madonna aveva detto: « verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati ». Quindi, il messaggio di Fatima non era definitivamente chiuso con il ciclo delle apparizioni della Cova da Iria, nel 1917. Il 10 dicembre 1925, la santissima Vergine, con al fianco il Bambino Gesù su una nuvola luminosa, apparve a suor Lucia, nella sua cella, nella casa delle Dorotee, a Pontevedra. Ponendole una mano sulla spalla le mostrò un Cuore circondato di spine, che aveva nell ' altra mano. Il Bambino Gesù, indicandolo esortò la veggente con queste parole: « Abbi compassione del Cuore della tua santissima Madre, che è coperto di spine che gli uomini ingrati in ogni momento vi configgono, senza che vi sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle ». La santissima Vergine aggiunse: « Guarda figlia mia, il mio Cuore cir- ______________________
( 1) Alcuni autori dicono soltanto suor Maria del Cuore Immacolato. Sui motivi per cui suor Lucia lasciò l ' Istituto di santa Dorotea per entrare nel Carmelo di Coimbra, il vescovo-conte di questa città così si esprime in una lettera del 27 maggio 1948 a padre José Aparício S. J., già direttore spirituale della veggente: « Di fatto la veggente passò il 25 Marzo al Carmelo di questa città perché il Santo Padre, a sua richiesta, ordinò che non sollevassi difficoltà al suo trasferimento, perché era disturbata da innumerevoli visite, alcune delle quali molto impertinenti e dettate da curiosità, che la tormentavano senza vantaggio per nessuno. [...] Ella disse che non aveva mai provato tanta pace e gioia come in quel rifugio, che non avrebbe cambiato per nulla al mondo. Sulla base del desiderio del Santo Padre, non riceve né lettere né visite, ma la metto al corrente per iscritto, delle necessità di persone che le si raccomandano. Non ho ancora fatto una eccezione. [...] Possono farle visita soltanto coloro che hanno ottenuto autorizzazione dalla Santa Sede »( cfr. P. LUIZ GONZAGA MARIZ S. J. Fatima, onde o céu tocou a terra, Editora Mesangeiro da Fé Ltda., Salvador 1954, p. 43)
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