Rivedrò né te né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò solama che non devo avere paura, che mi viene a prendere Lei là per portarmi in cielo »( 8)
« CHI TI HA INSEGNATO TANTE COSE?»
Trasportata a Lisbona, Giacinta rimase prima in un orfanotrofio vicino alla chiesa di Nossa Senhora dos Milagres, poi fu portata all ' ospedale Dona Estefánia. Nel primo di questi istituti fu assistita dalla madre Maria da Purificação Godinho, che prese nota-anche se non sempre letteralmentedelle sue ultime parole. Ne riproduciamo di seguito alcune, impregnate di tono profetico e piene di unzione e di insegnamenti. De Marchi le pubblica raccolte per argomento.
* Riguardo alla guerra:
« La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie. « Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo. « La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliolo sul mondo. « Bisogna fare penitenza. Se non si emendano, verrà il castigo. « Gesù è profondamente indignato per i peccati e delitti che si commettono in Portogallo. Per questo un terribile cataclisma di ordine sociale minaccia il nostro paese e specialmente la città di Lisbona. Si scatenerà, come pare, una guerra civile di carattere anarchico e comunista, accompagnata da saccheggi, uccisioni, incendi e distruzioni d ' ogni specie. La capitale si convertirà in una vera immagine dell ' inferno. Nell ' occasione in cui la Giustizia divina, offesa, infliggerà tanto spaventoso castigo tutti quelli che potranno fuggano da questa città. Questo castigo, ora predetto, conviene che sia annunziato a poco a poco, con la debita discrezione »( 9) « Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai e, prima che alle altre nazioni, alla Spagna »( 10). Giacinta parlava anche di « altri avvenimenti che si sarebbero realiz- ______________________
( 8) Cfr. Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, cit., pp. 74 e 76; G. DE MARCHI, op. cit., p. 289; W. T. WALSH, op. cit., p. 262; L. G. DA FONSECA, op. cit., p. 179.( 9) Cfr. G. DE MARCHI, op. cit., p. 302; W. T. WALSH, op. cit., pp. 267-268.( 10) G. DE MARCHI, op. cit., p. 109, nota 5.
30