Fatima_Messaggio di Tragedia o di Speranza | Page 12

ecc.". Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vedemmo che su di noi brillava una luce sconosciuta. Ci alzammo per vedere cosa succedeva e vedemmo l ' Angelo con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un ' Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l ' Ostia sospesi in aria, si prostrò a terra vicino a noi e ripeté tre volte la preghiera: «" Trinità santissima, Padre Figliolo e Spirito Santo Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori ". « Poi, sollevandosi, prese di nuovo in mano il calice e l ' Ostia, e diede l ' Ostia a me e ciò che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo nello stesso tempo: «" Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio ". « Di nuovo si prostrò a terra e ripeté con noi altre tre volte la stessa preghiera: " Trinità santissima ecc." e scomparve. « Portati dalla forza del soprannaturale, che ci avvolgeva, imitavamo l ' Angelo in tutto, cioè prostrandoci come lui e ripetendo le preghiere che lui diceva. La forza della presenza di Dio era così intensa, che ci assorbiva e ci annientava quasi completamente. Sembrava che per un grande lasso di tempo ci privasse perfino dell ' uso dei sensi corporali. In quei giorni facevamo le azioni materiali come portati da questo essere soprannaturale che a ciò ci spingeva. La pace e la felicità che sentivamo era grande, ma soltanto interiore, con l ' anima completamente concentrata in Dio. Anche la stanchezza fisica che ci prostrava era grande. « Non so perché, le apparizioni della Madonna producevano in noi effetti molto diversi. La stessa gioia intima la stessa felicità e pace. Ma, invece di questo abbattimento fisico, una certa agilità espansiva, invece di questo annientamento nella divina Presenza, un esultare di gioia; invece di questa difficoltà nel parlare, un certo entusiasmo comunicativo. Ma, nonostante questi sentimenti, sentivo l ' ispirazione a tacere, soprattutto alcune cose. Negli interrogatori sentivo l ' ispirazione interiore che mi indicava le risposte che, senza mancare alla verità, non scoprissero ciò che per il momento dovevo occultare »( 3).
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