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L’aviere era molto più anziano del generale, era da moltissimo tempo che non
sentiva qualcuno chiamarlo figliolo, ne rimase prima sorpreso, poi s’emozionò
al punto che gli occhi gli brillarono di una strana luce. Fu sommerso da molti
ricordi, alcuni belli, alcuni brutti, ma ne andava fiero di tutti.
L’anziano aviere appoggiò la pistola sul vicino comodino, si accese una sigaretta, traspirò a pieni polmoni e poi guardando il generale rispose –Signore, sono
passati tanti anni, signore sento il bisogno di vuotare il sacco e liberarmi la coscienza. Per altro ne avrò ancora per poco, ho una metastasi di una roba che
non vuol lasciarmi e mi sta uccidendo. Beh! signore, l’ho ucciso io quel povero
diavolo di meccanico, ordini del MAJ12, signore-Figliolo, dimmi come diavolo è andata?!- chiese il generale.
La domanda era palesemente retorica, il generale già sapeva tutto, lo aveva
compreso quando aveva impugnato la Colt 1911, ma sapeva che parlarne sarebbe stato liberatorio, per l’anziano aviere.
-Signore, il meccanico lavorava all’SR71, nell’Hangar 18, quel giorno ricordo
che doveva arrivare un disco alieno e tutti erano andati via molto presto. Ma il
meccanico era stakanovista, oppure voleva fare gli straordinari… non lo so. Al
registro risultava che non era uscito dalla base, ma nell’Hangar 18 non si trovava. Io lo andai a cercare di persona, lo cercai per tutta la base, lo trovai
nell’Hangar 18 alle 3:15 si era nascosto in un bidone di metallo, in una zona
cieca dalle telecamere. Aveva una macchina fotografica. Quando arrivarono gli
alieni, alle 3:20 lo ricordo ancora… fu un evento eccezionale! Rimanemmo entrambi a bocca aperta, eravamo anche paralizzati!. Entrambi non avevamo mai
visto una cosa simile in vita nostra!. Comunque quando gli alieni ripartirono, il
meccanico forse temeva d’essere licenziato oppure ebbe paura?!, non lo so
perché diavolo lo fece… mi tirò contro la macchina fotografica, poi scappò fuori
dall’Hangar 18, le giuro che correva come una lepre. Passò la pista
dell’aereoporto di Tonopah, io ovviamente gli corsi dietro, ma Densen non vo-