PAGE 17
ITALIAN CORNER
FALL 2020 Italian American Digest
La Vendemmia:
Il Vino Fatto In Casa
Cav. Joseph Ventura
Siamo quasi a settembre <>. Mio padre Girolamo,
una volta, si affrettava ad andare a
Clifton, NJ, per comprare l’uva per fare
il vino in casa. Fedelmente, ogni anno, e
fino ai suoi ultimi anni – alla giovane età
di 95 anni - ha continuato a produrre il
suoi preziosi vini bianco Moscato, rosso
o Aglianico del Vulture della sua bella
Lucania.
Ma com’è che si fà questo vino fatto in
casa? Mio padre me ne ha parlato spesso.
L’ho ascoltato e seguendolo ogni anno ho
appreso quanto segue:
Le prime operazioni da effettuare
dopo la raccolta dell’uva sono quelle
della pigiatura e della diraspatura, ovvero
separare i raspi dell’acino (a tal proposito
ci sono delle pigiadiraspatrici manuali per
le piccole quantità che vanno benissimo).
Mentre si svolge questa operazione
bisogna aggiungere della trefosolfina,
sostanza antisettica.
Il “vino” ottenuto da questa prima
fase di operazione deve essere posto in
un recipiente, possibilmente di acciaio
inossidabile, con un rubinetto. Il
contenitore, deve essere lavato e
disinfettato con una parte di un dischetto
di zolfo, facendolo bruciare all’interno
(o pulito con acqua bollente). Dopo
questa operazione si può tappare il
contenitore: dopo qualche minuto si può
riaprire evitando di respirare il fumo che
si è prodotto. Chiudete il coperchio in
modo tale che i gas prodotti durante la
fermentazione possano fuoriuscire.
A questo punto si passa alla svinatura:
dopo 1 giorno, se si tratta di uve bianche,
circa 5 giorni, se si tratta di uve nere.
La svinatura, consiste nella fuoriuscita
del mosto dal recipiente e nella raccolta
delle bucce che possiedono ancora molto
liquido. Si inseriscono, quindi, le
bucce nella piccola pressa e poi passate
nella torchiatura. Il mosto ottenuto
deve essere unito a quello appena
svinato. Il mosto ottenuto va poi messo
in damigiane. Con un tappo si utilizza
un piccolo “bollitore” di plastica. Si
mettono poi le damigiane su un piano
rialzato. Il mosto pian piano si quieterà e
dopo circa 20 giorni si fà il primo travaso.
Non bisogna agitare il vino da travasare ,
perchè si potrebbe causare il movimento
della “feccia” che si è accumulata nel
fondo.
Si preleva poi un campione del “vostro
vino” chiuso bene in una bottiglia e si
dovrebbe fare analizzare da un enologo;
invece, molti lo fanno analizzare dai
compari ed amici che sicuramente
vi suggeriranno di mettere un pò di
benzonite per la chiarificazione del vino.
Dopo 15 giorni riassaggiate il vostro vino,
ma se volete un consiglio del tutto mio
personale non iniziate a berlo prima di
Natale: ha bisogno di …maturare!!!
Ora se tutto è andato bene avrete la
grande soddisfazione di aver
< creato il vostro vino!!! >.
Guardatelo dentro ad un bicchiere
di vetro, se il vostro vino bianco avrà
un colore dorato va bene se risulta
ambrato dovrete iniziare a preoccuparvi!
Procedete alla degustazione del primo
bicchiere…vi emozionerete perchè vi
sembrerà il il vino più buono che abbiate
mai bevuto!!!
Si passa poi all’imbottigliatura usando
tappi in sughero tenendo presente che
serve necessariamente un’imbottigliatrice
manuale. Per il vino rosso imbottigliato
con i tappi di sughero provate a vedere
com’è un anno dopo. Si consiglia di fare
l’imbottigliatura in primavera cercando ,
quindi, di consumare il vino nell’anno in
corso, con la maggiore attenzione per il
bianco e ricordate di imbottigliare con la
Luna giusta.
Mio padre presentava meglio il vino,
creando un’etichetta ed utilizzando una
capsula termorestringente sul tappo. Ed
ora dopo aver “chiarito” un suo segreto
personale, non mi resta di sperare
che tutto sia andato bene e che anche
quest’anno – a tutti voi amici italiani -
venga un buon vino fatto in casa.
In vino veritas!
Buona Bevuta a tutti!
Joseph Ventura is president the “Gulf Coast Italian-American Cultural Society” of Gulfport/
Biloxi. Born in Muro Lucano (Potenza) Italy he emigrated to the United States in 1962. He is a
Vietnam veteran and he honorably served the United States Army for 35 years. He retired in the grade
of First Sergeant. Ventura is a freelance journalist and is a member of the International Association
of the Press Inc. He has written numerous columns including the “Il Progresso Italo-Americano” in
New York City, The New Jersey “Garfield Messenger” and the “Lodi Independent. He contributed
many articles to the Hattiesburg “Pine Belt News” and the “Lamar County “Our Home” magazine”.
He is a 2009 recipient of the Cavalier’s Cross, Italy’s highest civilian award from the Gran Priorato
d’Italia. Ventura has a bachelor degree’s in culinary arts from the Pellegrino Artusi, an international
school for chefs in Tuscany. He can be contacted at joeventu@comcast.net