l’altitudine, e predilige un ritorno alla na-
tura, in luoghi lontani ma non solo. ‟Ho
imparato - ha detto - che non esiste un
rapporto diretto fra la distanza percorsa
e l’interesse di un luogo”. Il suo viaggio
nella Francia perduta lo conferma.
flèche di Notre-Dame (a cui, dopo l’in-
cendio del 2019, ha dedicato il suo ultimo
saggio), sulla guglia di Mont Saint-Michel,
sui campanili delle cattedrali di Orléans,
di Reims, di Amiens... E a causa della
stegofilia ha rischiato la vita, in una ca-
duta rovinosa dall’altezza di 10 metri, il
20 agosto del 2014, scalando la facciata
di una casa a Chamonix.
SUI SENTIERI NERI
Mentre è in ospedale, fa una promessa
a se stesso: “se ne vengo fuori, attra-
verso la Francia a piedi”. Così, mentre
i medici gli propongono centri di riabi-
litazione, Sylvain Tesson parte per un
nuovo viaggio, sui sentieri più nascosti e
segreti, fra villaggi dimenticati: i Sentieri
Neri che racconta nel libro Sur les che-
mins noirs, pubblicato da Gallimard nel
2016 (ed. italiana Sellerio). Perché per
Tesson la passione per il viaggio solita-
rio e per la scoperta è l’essenza stessa
della vita. Ama il silenzio, la solitudine,
LE TAPPE DI UN VIAGGIO
NELLA FRANCIA
PROFONDA E SEGRETA
Il percorso scelto da Tesson attraversa
la Francia “iper-rurale”. Un piccolo
mondo autentico, selvaggio e intatto,
regolato dai ritmi della natura e da
riscoprire. Partenza il 24 agosto: la
prima parte è tutta valli e alpeggi, dal
Colle di Tenda alla Val Roya, il Parco
del Mercantour, la traversata del Var, il
Verdon e il Plateau de Valensole blu di
lavanda, il Mont Ventoux… Zero tec-
nologia, piccole locande, il monastero
di Ganagobie, silenzi e solitudini, nel
recupero di un modo di viaggiare lento
e a misura d’uomo, una “cartografia
del tempo perduto”. E poi la difficile
traversata del cuore della Francia, i
Monti del Cantal, il Massiccio Centrale,
e, superata la Loira, la discesa finale
verso il mare. L’8 novembre, dopo 77
giorni di cammino, Tesson arriva sulla
punta estrema del Cotentin, fine del
viaggio. Con la consapevolezza che la
Francia più profonda, quella dei sen-
tieri neri, esiste ancora. E il suo libro
è una guida, insolita e appassionata,
alla ricerca di questa Francia perduta,
da riscoprire come una terra nuova,
al ritmo della lentezza e nel rispetto
della natura.
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