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Piano Individuali
di Risparmio (PIR):
cosa sono e a cosa fare attenzione
a cura dell’area commerciale
i
PIR, Piani Individuali di Risparmio, sono una nuova forma
di investimento finanziario. Introdotti con la legge 11 dic.
2016 n. 232 (c.d. Legge di Bilancio 2017), sull’esempio
di modelli già esistenti in altri paesi, mirano a favorire l’in-
vestimento in imprese italiane o con stabile organizzazione
in Italia, prevalentemente di piccole-medie dimensione. I PIR
hanno quindi l’obiettivo di indirizzare gli investimenti delle
famiglie a sostegno della piccola e media impresa italiana,
offrendo uno stimolo all’economia reale del Paese e dando
in cambio un’agevolazione fiscale a chi investe.
Cosa sono e come funzionano i PIR:
secondo quanto previsto dalla legge di Stabilità 2017,
sono dei contenitori che possono ospitare varie tipologie
di strumenti finanziari: azioni, obbligazioni, quote di fondi,
derivati e anche liquidità;
sono rivolti a singole persone fisiche;
Sicuramente la leva fiscale è una variabile importante nel-
la valutazione del rendimento di uno strumento finanzia-
rio, ma anche per l’investimento in PIR dobbiamo tenere a
mente le regole di base sempre valide:
1) Si tratta di un investimento in linea con i nostri obiet-
tivi? Per cosa stiamo investendo? Tra quanto tempo
avremo bisogno di smobilizzare il nostro investimento?
2) Quali sono i rischi dell’investimento? Come abbiamo
visto i PIR potranno assumere diverse forme: nasceran-
no sul mercato fondi azionari, obbligazionari, bilanciati,
prodotti assicurativi, … è importante capire quali sono i
rischi dell’investimento che stiamo per effettuare.
3) Attenzione ai costi. Va posta attenzione al fatto che il
vantaggio fiscale promesso dai PIR non venga total-
mente divorato dai commissioni di entrata e di gestione.
prevedono dei limiti di investimento per singolo investito-
re, ossia 30 mila euro per ciascun anno solare con un massi-
mo complessivo di 150 mila euro. I versamenti possono es-
sere anche rateizzati come in un Piano di accumulo (PAC);
non hanno una scadenza. Una volta sottoscritti, possono
essere detenuti anche per tutta la vita. Possono essere di-
sinvestiti, al prezzo di mercato, in qualsiasi momento, ma
per poter usufruire delle agevolazioni fiscali la legge preve-
de un vincolo temporale minimo di 5 anni;
offrono, quindi, un vantaggio fiscale sugli utili: in pratica,
non si devono pagare le imposte su capital gain e rendi-
menti (12,5% sulle cedole e utili relativi a titoli di Stato e
26% su azioni e obbligazioni). Naturalmente qualora l’in-
vestitore decidesse di smobilizzare la posizione prima dei
cinque anni si applicheranno le aliquote ordinarie;
sono esenti dall’imposta di successione. La cifra può diven-
tare importante nell’asse ereditario di un investitore privato.
Dove investono:
I PIR hanno vincoli stringenti di investimento che premiano
le piccole e medie imprese, ma lasciano la possibilità di im-
piegare almeno il 30% del portafoglio in qualsiasi strumen-
to, compresi depositi e conti correnti.
In particolare:
almeno il 70% del valore complessivo dei PIR deve essere
investito in strumenti finanziari emessi da imprese resi-
denti in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in
Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo aventi atti-
vità stabile in Italia;
di questo 70% almeno il 30% deve essere investito in
strumenti finanziari emessi da imprese diverse da quelle
inserite nell’indice FTSE Mib di Borsa italiana o in indici
equivalenti di altri mercati regolamentati;
il peso di un singolo emittente non può superare il 10% del
portafoglio, liquidità in conto corrente compresa.
Per chi fosse interessato a questa forma di investimento, anche la Cassa Rurale Alto Garda offre i PIR, sia all’interno delle gestioni patri-
moniali, sia come comparto dei fondi comuni NEF. Per ogni informazione rivolgetevi alla vostra filiale di riferimento.
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