IL CANTO DELLA CINGALLEGRA
ITA
Cingallegra è il nome dato alla villa: pittoresco e melodioso, come il canto, appunto, di questo piccolo uccello molto comune in Europa e in altre regioni del mondo, che si trova in boschi, parchi e giardini. Un’ allegoria che si accosta alle fasi di questo progetto, così armonioso e intonato al contesto in cui sorge. La firma dell’ intervento è di Luca Rampazzi, architetto che, fedele alla sua filosofia, espressione di un impegno costante verso l’ onestà culturale e progettuale con l’ obiettivo di creare architettura che parli al cuore delle persone e alla storia del luogo, ha saputo interpretare e soddisfare al meglio le esigenze della committenza fondendo contemporaneità, ritmo, armonia materica e chiarezza espressiva, per una residenza ricca di spunti e di fascino. Un canto nuovo, dunque, coerente col paesaggio e le varie esigenze. L’ operazione, che ha riguardato il riordino degli spazi abitativi e la regolarizzazione della volumetria, punta a far emergere con forza il rapporto tra esterno e interno, tra costruito e paesaggio. Nel cuore del progetto c’ è il concetto di“ piazza”: tutti i nuovi volumi sono stati aggregati attorno alla planimetria originaria della vecchia casa, così da gerarchizzare e ordinare ogni superficie esterna. Dal cancello d’ ingresso fino alle diverse aree di pertinenza, il percorso è scandito da assi e ordinamenti spaziali che evocano l’ impianto delle piazze urbane. L’ asse principale est-ovest collega la strada pubblica al portale d’ accesso: una parete in Corten decorato, contrapposta a una lastra di cemento faccia a vista, introduce l’ ingresso, enfatizzato da un’ apertura zenitale che invita a scoprire l’ interno. L’ asse secondario sud-nord collega invece il giardino interno all’ atrio d’ ingresso, configurandosi come un percorso privato e più riservato. Questo cardine diventa la“ spina dorsale” che fonde esterno e interno, naturale e artificiale, esistente e nuovo. Il nuovo corpo abitativo si sviluppa su più livelli per accogliere le aree giorno e notte, mentre i corpi accessori – autorimessa, dépendance e piscina – sono distribuiti su un unico piano. Il giardino è stato profondamente riqualificato: una grande terrazza sopraelevata fa da cerniera tra l’ abitazione e il verde perimetrale. Questa piattaforma, che si estende verso sud, ospita una piscina e aree versatili per il relax, offrendo scorci differenziati sul paesaggio circostante. All’ interno, la suddivisione classica tra zona giorno al piano terra e zona notte al primo piano è organizzata intorno a un vuoto di due piani, che ospita la scala e diventa lanterna zenitale. Lo spazio a doppia altezza, inondato di luce dall’ alto, collega visivamente i due livelli e concentra l’ attenzione sul grande focolare a filo pavimento, rivestito da una fascia orizzontale di Corten scuro. Il camino, opposizione materica alla verticalità del volume, radica la zona conviviale e ne sottolinea la centralità. Il risultato è un corpo di fabbrica articolato, che coniuga il rispetto per la preesistenza con l’ inserimento di volumi contemporanei e spazi di qualità. Attraverso il rimodellamento delle volumetrie, l’ articolazione degli assi e l’ intenso lavoro materico, la vecchia dimora si trasforma in un’ architettura domestica, che mette al centro non solo la funzione abitativa, ma anche l’ esperienza dello spazio come luogo di incontro e relazione tra uomo, costruzione e natura.
ENG
Cingallegra is the name given to the villa: picturesque and melodious, much like the song of the small bird, common in Europe and other parts of the world, found in woods, parks, and gardens. An allegory that resonates with the development of this project, so harmonious and attuned to its context. The project bears the signature of Luca Rampazzi, an architect who, true to his philosophy – a constant commitment to cultural and design honesty aimed at creating architecture that speaks to the heart of people and the history of the place – has skilfully interpreted and met the clients’ needs by blending contemporary design, rhythm, material harmony, and expressive clarity to create a residence full of inspiration and charm. A new song, therefore, consistent with the landscape and the various requirements. The operation, which involved reorganising the living spaces and rationalising the volume, aims to highlight the relationship between exterior and interior, between built form and landscape. At the heart of the project lies“ the concept of the piazza”: all the new volumes have been arranged around the original floor plan of the old house, thus structuring and organising every external surface. From the entrance gate to the various areas of the property, the path is defined by spatial axes and arrangements that evoke the layout of urban squares. The main east-west axis connects the public road to the entrance gate: a decorated Corten steel wall, set opposite a bare concrete slab, introduces the entrance, emphasised by a zenithal opening that invites you to discover the interior. The secondary south-north axis connects the internal garden to the entrance hall, creating a private and more secluded path. This axis becomes the“ backbone” that merges exterior and interior, natural and artificial, existing and new. The new residential block is developed on several levels to accommodate living and sleeping areas, while the ancillary units – garage and pool pavilion – are distributed on a single floor. The garden has been thoroughly redesigned: a large raised terrace acts as a hinge between the house and the surrounding greenery. This platform, extending southwards, features a swimming pool and versatile relaxation areas, offering varied views of the surrounding landscape. Inside, the classic division between the ground-floor living area and the first-floor sleeping area is organised around a two-storey void that houses the staircase and becomes a roof lantern. The double-height space, flooded with light from above, visually connects the two levels and focuses attention on the large floor-level fireplace, clad with a horizontal band of dark Corten steel. The fireplace, a textural counterpoint to the verticality of the volume, defines the social area and emphasises its centrality. The result is a complex building mass that combines respect for the pre-existing structure with the insertion of contemporary volumes and quality spaces. Through the reshaping of volumes, the layout of axes, and intensive material work, the old residence becomes domestic architecture that focuses not only on residential function but also on the spatial experience as a place of encounter and relationship between human beings, the built environment, and nature.
project arch. Luca Rampazzi – Atelier Rampazzi photo Pier Maulini written by Alessandra Ferrari