PROFILI D ’ ARTE
Valentina Diena la sospensione del tempo
Una ricerca artistica che trae origine dai disegni d ’ infanzia perfezionandosi sulla cura della rappresentazione dell ’ oggetto
V alentina Diena nasce a Milano nel 1996 e attraverso questa intervista andiamo a conoscere meglio gli sviluppi della sua ricerca artistica . Come è arrivata ad ottenere questi risultati ? “ Ciò che prima di tutto il resto mi ha affascinata del disegno a matite su carta è la sua presenza nella nostra memoria collettiva : tutti noi abbiamo cominciato , da qualche parte nella nostra infanzia , prendendo delle matite colorate e tracciando segni su un foglio . Il tutto tentando di ricostruire la nostra casa , gli alberi del nostro giardino , le figure dei nostri genitori e dei nostri animali domestici . Abbiamo attinto al disegno per dare un posto a noi stessi nella realtà che ci circonda , per decifrarla e per comunicarla agli altri . Credo che una parte di me conservi ancora quelle necessità infantili : disegnare per me ha sempre rappresentato uno strumento di comunicazione fondamentale , non sostituibile con il linguaggio verbale , soprattutto in relazione all ’ osservazione ed elaborazione di ciò che mi circonda . Probabilmente , a differenza di chi , seguendo il proprio sviluppo , ha abbandonato il disegno in favore di modalità espressive alternative , io ho invece mantenuto lo stesso linguaggio e ho tentato di affinarlo sempre di più : la rappresentazione di ciò che disegno deve essere sempre più fedele , sempre più minuziosa e indistinguibile dalla realtà a cui si riferisce . Da qui nasce il mio amore per l ’ iperrealismo . Non trovo che sia casuale , in questo senso , il mio interesse esclusivo per la rappresentazione di oggetti , spesso quotidiani o di consumo ; nel mio lavoro non compaiono mai un volto umano , un ritratto , una figura viva . Le mie opere vengono per questo spesso identificate come pop . In realtà , nell ’ epoca in cui vivo ( in cui tutti noi viviamo ), credo fortemente nel potere degli oggetti , in particolare nel loro potere di rappresentarci molto più di quanto riuscirebbe a fare un ritratto umano : gli oggetti e le loro immagini vengono spesso considerati elementi secondari , eppure sono ovunque intorno a noi , ci caratterizzano , ci identificano , tracciano il nostro percorso e sono pregni del valore che noi assegniamo loro . Il nostro legame con gli oggetti di cui ci circondiamo li trasforma e i loro involucri freddi e sterili si riempiono di significato e di vita . Alla luce di questo affascinante processo , nel disegno la mia ricerca è sempre tesa ad animare i soggetti ; voglio dar loro voce , spingerli a parlare tramite la loro forma , la loro staticità e le loro strutture così variabili e manipolabili . Quando la ricerca riesce , questi soggetti arrivano a comunicarci qualcosa e ci stimolano nuove domande su noi stessi e sulla nostra identità contemporanea . In questo percorso espressivo , il realismo assume per me un ruolo importantissimo già dal processo di rielaborazione dell ’ immagine .
puntosullarte . com
Valentina Diena , Icons 08 , 2024 , matite colorate su carta , 15x15cm
Valentina Diena , Icons 03 , 2023 , matite colorate su carta , 25x25cm
Mi ritrovo molto in questo senso nella visione di Gerhard Richter quando sosteneva : “ Questa è la ragione per cui continuo a dipingere dalle fotografie , perché non ne vengo a capo , perché l ’ unica cosa che si può fare con loro è copiarle in pittura . Mi attrae troppo l ’ idea di essere alla mercé di qualcosa , di essere così lontano dal governarla (…). Non dover inventare per forza qualcosa di nuovo , dimenticare il significato della pittura – colore , composizione , spazio – e tutto ciò che sapevi e pensavi . All ’ improvviso , niente di tutto questo è una priorità in arte ”. “ La sospensione del tempo , i lunghi periodi dedicati al dettaglio , alla minuzia , alla cura maniacale – continua Valentina – rappresentano per me una forma di omaggio , una celebrazione dell ’ oggetto ad ogni millimetro della sua superficie ; quando il soggetto è completo , in qualche modo l ’ ho assimilato , fagocitato , ed è diventato una parte di me condivisa con il mondo . L ’ epilogo di questo processo si fa così connessione , comunicazione . Anche nel primo passo verso la comunicazione , l ’ iperrealismo , così distante dall ’ elitarismo concettuale , rappresenta per me una straordinaria forma di apertura : prima della riflessione , prima della comunicazione , nei primi attimi dei miei lavori l ’ esperienza che accomuna tutti è lo stupore , il disorientamento di fronte a un disegno che non dà segni di essere un disegno . È esattamente da qui che parte il dialogo con l ’ opera , noncurante della competenza dell ’ osservatore . Trovo affascinante e magnifico che , come una bizzarra forma di narrazione circolare , il destino di ciò che nasce come un ’ esperienza condivisa da tutti si concluda come un ’ esperienza fruibile a tutti ”. Grazie Valentina , sono sicura che i lettori di DENTROCASA seguiranno l ’ evoluzione del tuo lavoro e vivranno le tue stesse emozioni .
Gianbattista Bonazzoli bonazzoli99 @ gmail . com cell 328 3465570