DENTROCASA OTTOBRE 2025 | Page 66

ALIMENTAZIONE NATURALE

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ttobre porta con sé la pienezza dell’ autunno. Dal punto di vista energetico siamo nel pieno dell’ e- spressione di questa stagione, mentre da un punto di vista meteorologico, spesso ci sono ancora giornate tiepide che ci fanno ricordare l’ estate. Questo accade perché il calore va in accumulo, e quindi si dissolve più lentamente rispetto alla luce, che invece è notevolmente calata. I primi freddi e l’ avanzare di giornate con meno luce portano a riflessioni più profonde sulla nostra vita e anche sulle nostre abitudini quotidiane. Negli ultimi 12 anni mi sono accostata al tema dell’ alimentazione con senso critico, analizzando, studiando, sperimentando e soprattutto cucinando e mangiando. Quando iniziai con il percorso di terapia alimentare, in cui tutti gli insegnamenti erano teorici, mi interrogai spesso sulla possibilità di aiutare il prossimo in modo concreto e capii che per farlo avrei dovuto in primis imparare a cucinare, secondo nuovi criteri e parametri, e soprattutto sperimentando su di me. Ai tempi non ero molto brava, ma proprio per questo mi iscrissi al percorso per diventare cuoca di cucina naturale e successivamente mi avvicinai all’ alta cucina vegetale. Quando si comincia un nuovo percorso di studi, l’ entusiasmo è sempre alto e spesso si banalizzano le ricette semplici. Quando iniziai a tenere a mia volta corsi per insegnare alle persone una nuova visione del cibo e della cucina più naturale, mi domandavo se le ricette proposte non fossero troppo semplici, per conquistare il palato degli avventori, abituati alla cucina più classica e ad un’ alimentazione onnivora. In effetti passare da un’ alimentazione a base di cibo animale ad una più vegetale può spaventare, perché si pensa sempre ad una privazione non solo dal punto di vista nutrizionale ma anche del gusto, non immaginando che di fatto la maggior parte dei sapori più rappresentativi e marcati è data dalla combinazione di spezie ed erbe aromatiche, oltre che dai condimenti. A parte questo mi resi conto con gli anni, ma anche osservando ciò che spopola sul web, che la tendenza è sempre quella di conquistare le persone attraverso il gusto, con la convinzione che tutto il mondo valoriale del cibo passi da un solo senso. Ma soprattutto si ha l’ illusione che il cibo riguardi solo l’ apparato gastro-intestinale e la nostra capacità di digerire. Spesso

OTTOBRE L’ AUTUNNO E LE RIFLESSIONI SUL CIBO

È bene cominciare a interrogarsi sulle nostre abitudini alimentari
persone mi dicevano di aver mangiato un tal piatto, in un tal posto, aggiungendo:“ ah leggerissimo, ah l’ ho digerito subito, ah ho dormito bene dopo quella cena …” convinti che gli effetti collaterali, ma anche intrinsechi, si potessero manifestare così in fretta e nelle ore successive. Cosa che forse capita solo quando mangiamo qualcosa di tossico... In passato ho già parlato del fatto che gli alimenti assorbono ciò che li circonda, impregnandosi di emozioni, parole e atteggiamenti di chi li prepara, ma anche delle persone con cui condividiamo il desco. Di conseguenza un piatto di pasta non sarà solo fatto di carboidrati etc ma anche di amorevolezza e dedizione, o rancore e frustrazione, tanto per fare un esempio. Se infatti vi dovesse capitare di discutere animatamente a tavola mentre nel piatto è ancora presente del cibo, il mio consiglio è quello di fermarvi e non
Laura Novali Cuoca e insegnante di cucina macrobiovegan Consulente alimentare e operatore olistico a indirizzo nutrizionale. Professionista SIAF nr. LO2078-OP disciplinato ai sensi della legge 4 / 2013 info @ lauranovali. com mangiarlo. Quel cibo sarà pieno di rabbia che potrebbe trasformarsi in mal di stomaco, quindi, per evitare di buttarlo, potete aspettare, far passare del tempo per far calmare gli animi e poi pulirlo a livello energetico, magari con una preghiera, per infondere nuova energia che poi entrerà in noi. Certo se aveste un animo davvero compassionevole, potreste benedire anche il cibo degli altri, soprattutto di chi vi ha fatto arrabbiare o con cui avete discusso. Ma questa è un’ altra storia … Tornando alla questione gusto e cibi elaborati, per conquistare chi magari non ha fatto una scelta alimentare più vegetale o chi ancora non si interroga su cosa mangia e sul fatto che noi siamo ciò che mangiamo, dopo tanti anni sono arrivata ad una conclusione molto importante. Gesù diceva“ Non dare le perle ai porci”, ovvero, nel mio caso, non cercare di cambiare l’ alimentazione a tutti, ma sii gentile e piena di buoni consigli solo per chi sarà davvero interessato. Credo infatti che prima o poi tutti arriviamo alla necessità di darci una disciplina alimentare: che sia imposta da una malattia o che arrivi in modo naturale, prima o poi ci arriviamo tutti. È però un’ esigenza che deve nascere in modo molto naturale, perché l’ imposizione non è mai foriera di buoni risultati. Il cibo ha forse più significati archetipali che fisici e per questo è necessario che la spinta al cambiamento arrivi da dentro, perché non tutto il cibo che spesso si pensa sia sano, lo è in modo innegabile per tutti, perché le variabili in campo sono enormi. Dal mio punto di vista l’ alimentazione vegetale è quella migliore in assoluto, ma lo è per me, per il mio percorso e per chi risuona con tutto un mondo valoriale e uno stile di vita che richiede in questo tipo di alimentazione, ma per altri potrebbe non essere così. Il mio consiglio è sicuramente quello di iniziare a porsi delle domande rispetto alle proprie abitudini alimentari e su come stiamo in generale nella vita, perché se non stiamo bene, sia dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto da quello mentale ed emozionale, forse è giunto il momento di analizzare cosa mettiamo ogni giorno nel piatto e darci una nuova disciplina più sana ed evolutiva in tutti i sensi … che comporterà anche tanto studio. Vi auguro quindi buone riflessioni alimentari: l’ autunno è perfetto per studiare e imparare a cucinare!