Installation view mostra“ More than kids” di Valerio Berruti.
C’
è un tempo in cui tutto ancora può succedere, ogni passo è una scoperta e il futuro un foglio perfettamente bianco. È il tempo dell’ infanzia, quello in cui il bambino coltiva inconsciamente il suo domani cogliendo ogni input come un prezioso invito al gioco. E allora perché non riviverne le magiche emozioni con gli occhi, ma anche la consapevolezza, dell’ adulto? Valerio Berruti, artista contemporaneo originario di Alba( Cu), si cala perfettamente nell’ innocente stupore di un fanciullo restituendoci le suggestioni che tutti abbiamo vissuto. Come una dolce tentazione, una sottile e malcelata provocazione da tradurre in indagine sul destino stesso dell’ uomo a livello universale. Difficile non lasciarsi coinvolgere da“ More than kids”, la più grande mostra dedicata all’ opera di Berruti, allestita in questo periodo a Palazzo Reale di Milano e curata da Nicolas Ballario. Lungo il percorso, fra sculture mon u m e n t a l i, i n s t a l l a z i o n i e v i d e o, c i s i i m b a t t e i n c re a z i o n i cardine della sua produzione e altre del tutto inedite. Prima su tutte“ Don’ t let me be wrong”, il grande busto-scultura collocato nel cortile del palazzo raffigurante una bambina che volge lo sguardo lontano, puntando verso l’ alto: a catturare la sua attenzione è, idealmente, l’ imminente arrivo di una tempesta, una delle tante catastrofi climatiche che affliggono il nostro tempo. Il messaggio è chiaro: quale futuro ci aspetta? Sono le nuove generazioni le vere depositarie di un destino ormai ineluttabile? L’ approccio con le creazioni di Berruti è in realtà un incontro con il proprio io, quello del bambino di ieri che sprigiona allegria e spensieratezza, ma anche quello di un adulto che non può più sottrarsi a ciò che accade nel“ dietro le quinte”. Come ne“ La giostra di Nina”, un enorme carillon che si trasforma in un’ incredibile giostra di passerotti, pronta ad accogliere e divertire il proprio pubblico. E sarà proprio il singolo“ passeggero”, saltando a bordo, a completare realmente l’ opera abbandonandosi ad un immaginario universo fatto di libertà e insperata leggerezza.
Stefania Vitale stefania. vitale @ dentrocasa. it
Sopra: Valerio Berruti, La giostra di Nina, 2018, Scultura, Ø 7xh5 m, 6 uccellini in vetroresina, 170x70x145 cm cad. + Video-animazione con la colonna sonora di Ludovico Einaudi. Courtesy: l’ artista A destra: Valerio Berruti, Don’ t let me be wrong, 2024, Scultura in alluminio, 7x6,6x6 m + Videoanimazione con a colonna sonora di Daddy G e Stew Jackson. Courtesy: l’ artista.
Nel mondo dei bambini riscopriamo intime appartenenze che Valerio Berruti, come un potenziale regista, disvela ad arte facendo leva su un indomito senso di fascinazione. È in queste creazioni, da osservare ma anche attraversare fisicamente, che si assiste ad un vero e proprio ribaltamento di piani: la dimensione infantile si fa tramite, espediente, artificio per raggiungere nuovi traguardi comunicativi. L’ artista coinvolge i suoi spettatori facendoli rispecchiare nelle sue figure e, suscitandone l’ ammirazione, arriva a risvegliarne le coscienze. Il focus va sull’ urgenza di interventi globali e collettivi che abbraccino i grandi temi della contemporaneità, in primis il cambiamento climatico. Se c’ è ancora tempo, se c’ è ancora speranza, è bene che ciascuno si metta in moto tenendo negli occhi la meraviglia di un bambino e guardando avanti con l’ esperienza, l’ affidabilità e il senso etico propri di un adulto. Dal gioco all’ azione. Dal sogno alla realtà.