Coelum Astronomia 253 - 2021 - Page 122

In marzo osserviamo

"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 11)

L'origine dei nomi

Cratere Saunder: Nome assegnato da Muller nel 1835 dedicato al selenografo inglese Samuel A. Saunder (1852-1912)n noto per avere catalogato le posizioni di tremila punti sulla superficie lunare.

Cratere Lade: Nome assegnato nel 1912 da Krieger e dedicato all'astronomo dilettante e banchiere americano Heinrich von Lade (1817-1904).

Cratere Agrippa: Nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato all'astronomo greco Agrippa (I° secolo d.C.) noto per avere osservato nell'anno 92 l'occultazione delle Pleiadi da parte della Luna.

Cratere Godin: Nome assegnato nel 1802 da Schroter e dedicato all'astronomo francese Louis Godin (1704-1760).

Cratere Tempel: Nome introdotto da Krieger/Konig nel 1912 dedicato all'astronomo tedesco Ernest Wilhelm Leberecht Tempel (1821-1889), fu direttore della Specola di Arcetri, scoprì nel 1859 la nebulosa delle Pleiadi, oltre a 16 comete e 6 pianetini.

Cratere Dembowsky: Nome assegnato da Krieger/Konig nel 1912 dedicato all'astronomo italiano di origine polacca Ercole Dembowsky (1812-1881).

Riprendiamo in questo articolo il percorso che attraverso la superficie della Luna ci ha portato mese dopo mese dalle estreme regioni sudorientali fino in prossimità del Sinus Medii, scegliendo per questo la serata del 20 marzo col nostro satellite in fase di 7,3 giorni, circa ventiquattro ore prima del Primo Quarto, pertanto in una delle più spettacolari occasioni per osservare il nostro satellite. Segnalo che, come eventuale interessante alternativa, sarà possibile andare alla ricerca delle medesime strutture anche il 5 marzo con la Luna che sorgerà alle ore 00:44 in fase di 21 giorni.

Tornando pertanto alla data indicata del 20 marzo, nel caso specifico dopo il transito in meridiano delle 17:43 a +68°, intorno alle 18:30 circa si renderà visibile a un'altezza di +63° per tutta la serata e fino alle prime ore della notte seguente.

Per individuare velocemente la regione lunare oggetto di questa proposta osservativa sarà sufficiente, alla medesima latitudine della scura area basaltica del mare Fecunditatis, orientare il telescopio a breve distanza dal terminatore e ci ritroveremo sul punto di partenza, il cratere Saunder, un antichissimo cratere di 46 km di diametro giunto fino ai nostri giorni dal Periodo

Geologico Pre Nectariano

collocato da 4,5 a 3,9

miliardi di anni fa. Le

pareti intorno al cratere

sono poco elevate e

notevolmente degradate

con varie interruzioni a

eccezione del versante

ovest. La platea è

completamente priva

di rilievi montuosi o

collinari, cosparsa da

piccoli craterini e con

minuscole colline

disposte in cerchio a

sudest.

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