Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 96

l’utilizzo di un PC con una certa potenza di calcolo e un buon monitor, possibilmente del tipo adatto per la grafica (con possibilità calibrazione avanzate – io per esempio ho acquistato un Benq PD2700Q). Il software di elaborazione richiede, soprattutto per l’applicazione di certi processi, disponibilità di molta memoria RAM e potenza di calcolo. Ho notato una differenza davvero abissale tra l’Intel i5 di vecchia generazione con 16 GB di Ram e il pc che ho assemblato pochi mesi fa, con processore AMD Ryzen 7 3700X e 64 GB di ram (dotato di dischi SSD). Processi che prima richiedevano decine di minuti ora vengono eseguiti nel giro di poco tempo rendendo anche meno frustrante l’elaborazione. Anche in questo caso, però, il sistema deve essere ben bilanciato. Occorre scegliere con attenzione tutti i componenti per evitare “colli di bottiglia”.

Per la gioia dei lettori che hanno avuto la pazienza di leggere questo mio articolo sono ormai arrivato alla fine di quella che è la mia esperienza (che

"Bignami" per vivere meglio i primi passi nell'astrofotografia

- La teoria è importante ma alla fine ci si scontra

con la pratica che non sempre rispecchia la teoria, perciò mettetevi alla prova.

- L’astrofotografia che la maggior parte degli

astrofotografi praticano è di tipo “estetico”, cioè non ha valenza scientifica (anche se sarebbe comunque da approfondire questo aspetto). La cosa che ritengo importante è che pur trattandosi di foto estetiche non bisogna sicuramente prescindere da quella che è la realtà, evitando, in fase di elaborazione delle immagini, di creare gli “artefatti” cioè dettagli che nella realtà non esistono.

- Attenzione alla fase di elaborazione. Spesso

(soprattutto agli inizi) si è portati a esagerare con alcuni parametri, spesso con la saturazione dei colori e altro. Finché si utilizza la tecnica dei “falsi colori” la cosa può essere accettabile, con la composizione RGB un po' meno. Ascoltare, con un pizzico di umiltà, il parere di altri aiuta a migliorarsi.

- All’inizio ogni nostra foto ci appare bellissima.

Con il tempo si impara a essere più autocritici. Quando osserviamo immagini di neofiti, non dimentichiamo da dove noi stessi siamo partiti e, quindi, incoraggiamo sempre chi si avvicina a questa passione.

- Prima o poi verrà voglia di farsi stampare una

foto. Per rendere fedelmente i colori in fase di stampa occorre ricordarsi che esiste una cosa che si chiama “profilo colore”. Su alcuni siti di stampa online (ma non su tutti, anzi alcuni non sanno neppure di cosa si parli) vengono forniti. Questi profili vanno impostati per l’elaborazione dell’immagine prima di mandarla in stampa.

- L’astrofotografia, in quanto hobby, deve essere

una cosa piacevole. Spesso, quando si presentano dei problemi, è facile perdere la calma e si vorrebbe staccare a morsi i pezzi del setup! Ricordo sempre quello che mi diceva il Presidente dell’Associazione che frequento: «Vic… stacca un po' la spina, fai altro. Domani ci pensi e vediamo di risolvere». Saggio consiglio! Se poi proprio non se ne può più, allora meglio cambiare hobby.

- Spesso si verificano problemi tecnici. Spesso

occorre risolverli andando per esclusione e, spesso, occorre scendere a compromessi. Molto importante è l’esperienza degli altri astrofili che, magari, hanno già affrontato e risolto quello stesso problema. Quindi non facciamoci mai problemi a porre domande a chi ne sa di più!

- Se si ha la possibilità di partecipare a uno star

party o di fare uscite con altri astrofili, ricordiamoci sempre di non disturbare i “visualisti”, cioè coloro che fanno osservazione. Gli occhi impiegano circa 20 minuti per abituarsi al buio e la luce di un nostro monitor o cellulare rende vano ogni adattamento: non disturbiamo!

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