Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 84

intelligente proveniente dal profondo spazio.

Ma se la competizione crebbe, quel segnale non fu mai trovato, anche se il SETI@Home ebbe risultati comunque notevoli, come il segnale candidato SHGb02+14a. Ironia della sorte o meno, il programma è stato “temporaneamente” sospeso il 31 marzo 2020, pochi mesi prima dell’annuncio della chiusura di Arecibo, evento spesso identificato come uno dei rischi maggiori per l’iniziativa. SETI@Home potrebbe riprendere con i dati di qualsiasi altro radiotelescopio, avendo già usato in passato altre fonti, ma l’accostamento tra i due soggetti è stato così forte nell’immaginario comune, che viene difficile pensare a una ripresa con la stessa verve ed entusiasmo che hanno caratterizzato gli anni d’oro tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000.

Oltre che per il SETI@Home, il radiotelescopio è stato utilizzato anche per altri progetti di calcolo distribuito, come Einstein@home, con lo scopo di cercare evidenze di onde gravitazionali nei dati degli interferometri LIGO e GEO 600, e il Progetto Phoenix, anch’esso finalizzato alla ricerca di forme di vita intelligente mediante l'analisi di segnali radio.

Lampi radio veloci e ingredienti della vita

Sopra. La copertina di Nature, del gennaio 2018, dedicata alle scoperte relative a FRB 121102: si nota la presenza del radiotelescopio di Arecibo, con cui sono state effettuate le osservazioni. Crediti: Nature.

Arecibo è stato anche al centro di studi che hanno contribuito alla ricerca degli ingredienti della vita nell’universo. Nel 2008, gli astronomi della Cornell University operanti nell’Osservatorio identificarono per la prima volta due ingredienti base degli organismi viventi, le molecole prebiotiche metanimina e acido cianidrico, in una galassia distante 250 milioni di anni luce, Arp 220. L’Osservatorio di Arecibo ha poi collaborato a scoprire diversi lampi radio veloci, ma senza dubbio la scoperta più interessante è stata quella di FRB 121102: il primo lampo radio del quale sono state osservate delle ripetizioni e del quale è stata identificata una possibile sorgente. Una scoperta che ha aggiunto un tassello fondamentale al mistero fast radio burst, fino a quel momento ritenuti eventi isolati, legati a cataclismi spaziali come l’esplosione di una supernova o la nascita di un buco nero.

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