Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 8

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COELUM ASTRONOMIA

operazione viene fatta letteralmente dispiegando la bandiera di tela con un meccanismo apposito per tenerla poi stesa.

Tutte le fasi, come dicevamo, sono state riprese e documentate: il lander, che si stacca dal modulo di servizio per iniziare la discesa; il sorvolo della superficie lunare durante la discesa; il video con le immagini del distacco del modulo di risalita che accende i suoi motori per raggiungere l’orbita. Bellissimo anche il video, di pochi secondi, del braccio del lander che raccoglie i campioni di terreno.

Successivo passaggio, anche questo perfettamente “nominale”, è stato il delicato rendez vous in orbita, completamente automatizzato, effettuato alle 19:14 (ora italiana) di sabato 5 dicembre. Il modulo di risalita si è agganciato al modulo di rientro trasferendo i campioni al suo interno, per il ritorno a Terra. Concluso il suo lavoro, il modulo di risalita è stato fatto schiantare sulla superficie lunare.

L’orbiter, ha così iniziato le manovre per sganciarsi dalla sfera di attrazione lunare e tornare in orbita terrestre con tre manovre di correzione che l’hanno portato nell’orbita corretta, nel pomeriggio del 16 dicembre, a 5.000 chilometri di quota dove modulo di rientro e modulo di servizio si sono separati. Il primo ha eseguito il rientro in atmosfera in due fasi, con un primo “rimbalzo” sull’atmosfera per perdere velocità, per poi tuffarsi in un secondo momento per raggiungere la superficie, con una caduta attutita da un paracadute. I campioni sono quindi atterrati alle 18:59 del 16 dicembre nella contea Siziwang, prefettura di Ulanqab nella Mongolia Interna, dove da giorni una squadra si stava allenando per il recupero. Il modulo di servizio è invece rimasto in orbita, per tentare di proseguire verso una sua missione secondaria, sfruttando il carburante rimasto seppur con una limitata suite di strumenti scientifici.

Una curiosità: nel modulo di rientro non c’erano solo campioni di roccia lunare, ma anche una serie di semi di piante, che hanno accompagnato la sonda in tutto il suo viaggio. Verranno studiati per capire il tipo di mutazioni genetiche che le radiazioni di un volo spaziale possono aver indotto.

Se le fasi ingegneristiche si sono concluse con successo e alla perfezione, ora inizia la non meno importante fase scientifica, di analisi dei campioni e dei dati raccolti durante tutta la missione. In attesa del prossimo passo, non possiamo che augurare buon lavoro ai team cinesi e contare su una condivisione quanto più trasparente possibile della scienza che ne verrà.

Un fermo immagine del video in cui si vede il braccio del lander raccogliere campioni, e le tracce lasciate sulla superficie.