Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 73

meglio si adattano alle priorità scientifiche della missione. La roccia scelta viene poi campionata con uno spettrometro laser usato per scoprirne la composizione, successivamente i dati vengono automaticamente inviati agli scienziati sulla Terra».

Si tratta indubbiamente di una soluzione intelligente e molto pratica, soprattutto se si considera anche l’inevitabile ritardo nelle comunicazioni tra il centro di controllo sulla Terra e il rover su Marte.

Tutte queste innovazioni aiuteranno sicuramente a trovare obiettivi per future e attuali missioni, ma ci mostrano come l’Intelligenza Artificiale, nelle sue più svariate forme, si stia avvicinando sempre di più ad essere una tecnologia che accompagna gli scienziati non solo nelle grandi scoperte, ma addirittura nella progettazione e conduzione della scienza stessa.

Alla base dell’ideazione di algoritmi e nuovi strumenti tecnologici è connesso un vero e proprio ripensamento del design della ricerca scientifica. Il concetto di AI, per ora, è infatti necessariamente allacciato alla capacità dello scienziato di interagire con strumenti del genere: la proposta è di sviluppare un rapporto simbiotico che non dimentichi che al centro rimane l’intelligenza e la capacità umana di osservare e fare scienza.

Sotto. Un altro cratere sulla superficie marziana fotografato dalla camera HiRISE di MRO della NASA. Crediti: NASA/JPL/University of Arizona.

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