Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 61

una piccola automobile, è stata costruita presso il laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’università del Colorado (LASP) ed è dotata di tre strumenti scientifici, designati a studiare diversi aspetti dell’atmosfera marziana.

James Webb Space Telescope

A sinistra. Una fotografia del James Webb Space Telescope (JWST) presso il sito di assemblaggio della Northrop Grumman (California). Crediti: NASA

Un capitolo a parte merita il celebre quanto irraggiungibile telescopio spaziale.

Per gli appassionati di spazio e astronomia, il JWST (James Webb Space Telescope) rappresenta un po’ una chimera, avendo subito rinvii su rinvii nel corso di una storia quasi venticinquennale. Dopo ben 22 anni di sviluppo, la NASA prevedeva solo una probabilità del 70% di riuscire a mantenere la data di lancio entro il 2020 e infatti nel corso di quest’anno c’è stato un altro rinvio.

Il telescopio James Webb diventerà certamente un portentoso strumento di ricerca, ma la frustrazione per un’attesa che si fa sempre più lunga è cresciuta in tutti gli ambienti e c’è da chiedersi se la data del 31 ottobre 2021 sarà l’ennesima contenuta nelle previsioni e negli articoli ad essere poi disattesa. Tra i fattori che hanno portato la NASA ad annunciare l’ultimo rinvio in ordine di tempo c’è l’impatto delle maggiori misure di precauzione imposte dall’emergenza COVID-19 e la riduzione del personale presso le strutture con l’impossibilità di lavorare su più turni. La buona notizia è che non dovrebbero essere necessari fondi aggiuntivi da assommare all’ingente quantità di dollari già profusa nei quasi 25 anni di lavori, che si assesta intorno ai dieci miliardi di dollari. Se tutto dovesse andare per una volta secondo i piani, il 31 ottobre prossimo, il più potente telescopio spaziale mai realizzato dovrebbe partire su un vettore Ariane V dal poligono di lancio di Korou, nella Guiana Francese per iniziare il suo viaggio verso il punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, a 1,5 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, dove dovrebbe dispiegare l’enorme specchio primario placcato in oro da 6,5 metri di larghezza.

Sebbene sia doveroso sperare che la data sia quella definitiva, nuovi rischi potrebbero essere tesi sia dal cambio di amministrazione negli USA, sia dalla pandemia che ancora affliggerà il contesto globale anche il prossimo anno.

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