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Il programma Artemis: lo stato dell’arte nel 2020

Come ormai ampiamente diffuso dalla NASA, a partire dal 2017, il programma Artemis si propone di riportare il genere umano sulla Luna entro il 2024, da quando Gene Cernan e Jack Schmitt lasciarono il suolo del nostro satellite, nel dicembre del 1972, durante l’ultima storica missione Apollo 17. Purtroppo, la storia della programmazione spaziale americana degli ultimi vent’anni ha subito un effetto pendolo, legato ai cambi di amministrazione, che hanno di volta in volta cambiato a ripetizione le priorità della NASA, senza tenere conto dei tempi di attuazione, sempre più lunghi delle giravolte compiute. Dai primi anni 2000 si è quindi passati dal programma Constellation che aveva come primo obiettivo la Luna all’enfatico Journey to Mars elaborato durante la presidenza Obama, fino ad Artemis che è tornato clamorosamente a perseguire la Luna con un rinnovato (ma potenzialmente velleitario) richiamo alle missioni Apollo. Siamo ora di fronte a un altro cambio di amministrazione e la pandemia ha lasciato segni profondi nella società americana, perciò quanto previsto per il 2021 andrà pesato in funzione dei rischi che questi elementi di incertezza pongono.

Il programma lunare Artemis (sul piano mitologico, sorella di Apollo e personificazione della Luna crescente) si compone di tre segmenti principali: il lanciatore SLS insieme alla navetta Orion, la stazione orbitante Gateway e il lander HLS.

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Artemis, su Coelum Astronomia 235

Ciò che potrebbe vedere la luce nel 2021, se i piani saranno confermati, è l’ensemble SLS con Orion, che dovrebbe effettuare il tanto agognato volo inaugurale (Artemis-1) nel corso di novembre 2021.

SLS (Space Launch System) – basato sull’Ares V dell’ormai defunto programma Constellation e passato in prestito anche al Journey to Mars di cui doveva costituire il

caposaldo – ha una lunga

storia di ritardi e rinvii. Il

suo sviluppo è infatti iniziato

nel 2011 e in nove anni non ha mai visto lo spazio, nonostante le spesso enfatiche e tambureggianti scadenze fissate e rimandate dalla NASA nel corso degli anni.

Ad Orion è andata un po’ meglio, avendo avuto almeno il proprio lancio inaugurale nel 2014 a bordo di un vettore Delta IV Heavy.

Forse anche conscia di questo, la NASA ha pubblicato una checklist di aggiornamento periodico sull’avanzamento dei test per Artemis-1, che consente di tenere traccia degli

Sopra. Rappresentazione artistica del razzo vettore SLS (Space Launch System) con, alla sua sommità, la capsula Orion, qui immaginato sul pad della rampa di lancio 39A. Crediti: NASA

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