Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 43

per attrito con l'atmosfera e ne ionizzano i gas, che si illuminano fino a diventare meteore luminose (non “prendono fuoco” come erroneamente si crede).

Gli sciami meteorici prendono il loro nome dalla costellazione da cui sembrano provenire (tale regione dello spazio è chiamata radiante) e la loro attività viene misurata in termini di numero di meteore rilevate nell'arco di un'ora.

Le prime notti di gennaio sono tra le più interessanti per osservare stelle cadenti, in quanto è attivo uno dei maggiori sciami dell'anno, quello delle Quadrantidi. Quest’anno il maggior numero di Quadrantidi è atteso il 3 gennaio, ma la loro osservazione sarà in parte disturbata dal chiarore lunare.

Nel mese di febbraio non ci sono invece grossi sciami: l’attività è dovuta soltanto ad alcune correnti minori e alle meteore sporadiche. Possiamo osservare le interessanti xi Bootidi (radiante poco a est di Arturo), soprattutto il 5 febbraio, quando ne è atteso il maggior numero, e le lambda Erculidi, il cui picco è invece previsto il 6 febbraio.

A marzo la maggior parte delle meteore si origina dalle regioni prossime all’eclittica, tra le costellazioni della Vergine e del Leone.

Ad aprile gli occhi potranno essere puntati – complice l'assenza del disturbo lunare – sulle alfa Virginidi, che raggiungeranno la massima frequenza oraria il 10 aprile, sulle gamma Virginidi, con massima attività il 13 aprile e sulle sigma Virginidi, con picco delle meteore il 17 aprile. Ma lo sciame meteorico più attivo del mese è quello delle Liridi (picco il 22 aprile).

A maggio daranno spettacolo le eta Aquaridi, legate ad antichi residui della cometa Halley. Lo sciame, uno dei più cospicui dell’anno, raggiungerà il picco il 6 maggio. Alle nostre latitudini però la sua osservabilità è un po' difficoltosa, perché il radiante permane per pochissimo tempo sopra l’orizzonte.

Il 22 giugno si apre il periodo di maggiore attività dello sciame meteorico delle Bootidi, con picco il 27 giugno.

A luglio sarà invece interessante seguire l'attività della gamma Draconidi, in particolare il 7 luglio.

Per le Perseidi, note a tutti come “stelle cadenti di San Lorenzo”, si prevede un'apparizione molto favorevole, data l'assenza del disturbo della Luna. Il picco del famoso sciame meteorico è previsto il 12 agosto.

Nelle notti a cavallo tra agosto e settembre è attiva l'interessante corrente meteorica delle Aurigidi, originata dalla cometa a lungo periodo 1911 Kiess, che mostra meteore veloci simili a quelle delle Perseidi e frequenze orarie di una decina di meteore circa. Il 6 settembre si verifica il picco delle epsilon Perseidi, sciame tornato di attualità in questi ultimi anni per aver mostrato un inatteso rinvigorirsi della frequenza delle meteore.

Dal 6 al 16 ottobre avremo l'opportunità di seguire l’apparizione delle Draconidi. A novembre le piogge di meteore più conosciute sono quelle delle Tauridi e delle Leonidi. Le prime sono note per la loro lunga durata, che si protrae da metà settembre a dicembre, le seconde perché legate a spettacolari apparizioni con considerevoli tempeste saltuarie di stelle cadenti. Quest'anno il massimo dello sciame delle Leonidi è previsto il 18 novembre.

Nel mese di dicembre darà invece spettacolo lo sciame delle Geminidi, il cui picco si verificherà il 13 dicembre, sciame simile per quantità e brillantezza delle stelle cadenti a quello delle Perseidi di agosto. I più recenti studi hanno rilevato che questo sciame mostra un’attività massima sostenuta per parecchie ore con due aumenti della frequenza, il primo più consistente con meteore di debole luminosità e il secondo successivo meno cospicuo con meteore più brillanti.

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