Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 25

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Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla Stazione Spaziale sono:

- Modulo BEAM (semi permanente), molo

Tranquillity, poppa

- Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa

- Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir

- Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir

- Cygnus NG-14 – molo Unity, nadir

- Dragon Crew-1, molo Harmony, prua

- Dragon CRS-21, molo Harmony, zenit

Mars Science Laboratory

Curiosity – Marte, Sol 2.972 (15 dicembre 2020). Foto inviate a Terra: 384.765. Distanza Percorsa sulla superficie 23,63 km.

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre otto anni fa.

La salita sul monte Sharp prosegue e si nota sempre di più la variazione della consistenza del terreno. Sta diventando più accidentato rispetto a prima, ma non si trovano più le grandi placche rocciose che caratterizzavano i panorami precedenti.

Guardando oltre, cosa che è possibile fare sia con la Mastcam montata nella posizione più alta del rover, subito sotto la ChemCam, sia dalle immagini satellitari che permettono di anticipare di molto la preparazione della rotta da seguire, vediamo che davanti a Curiosity c’è una zona con il fondo più duro e liscio, quindi, potenzialmente, anche in grado di danneggiare le ruote.

Il team scientifico è chiaramente interessato a documentare tutte le variazioni del terreno, sia dal punto di vista della composizione che da quello della consistenza e aspetto fisico. Le varie transazioni fra il terreno liscio, quello accidentato, quello roccioso, fino alla prossima zona ricca di solfati che troveremo più a monte, subiranno una serie completa di analisi.

Ad esempio attualmente MSL ha “a tiro” due possibili bersagli, Auchnafree Hill e Coupar Angus, due rocce leggermente diverse fra loro. Verrà eseguita una scansione con l’APXS (Alpha Particle X-Ray Spectrometer), intanto MAHLI (Mars Hand Lens Imager) scatterà immagini ravvicinate

Il selfie di Curiosity ripreso lo scorso 12 novembre presso il sito Mary Anning. Crediti: NASA