Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 159

NGC 474 a NGC 470, evidenziando come le due sono attualmente in fase di interazione. Ma, se così fosse, come si spiega allora la pressoché intatta morfologia di quest'ultima, che non risulta distorta similmente a quanto accaduto per NGC 474? Data la massa di NGC 470, minore della vicina e più distorta compagna, questa avrebbe anzi dovuto mostrare effetti di distorsione mareale ancora maggiori, invece quasi del tutto inesistenti.

Ecco che, stando così le cose, i gusci di NGC 474 potrebbero essere stati causati da una o più fusioni passate con altre galassie di cui oggi non vi è più traccia, se non nella vasta e lunga scia che sembra quasi attraversare il centro della grande galassia. Tale struttura si estende per almeno il doppio del diametro apparente di NGC 474 ed è talmente complicata, in particolare nel lato meridionale, che la sua formazione rappresenta un vero grattacapo. Il colore di questa scia risulta però prettamente azzurro e ciò fa supporre che possa proprio questo essere il residuo di una fu-galassia “sasso” la quale, lanciandosi proprio verso il centro di NGC 474, è andata a distruggersi creando però la scia sopra accennata e i gusci che attorniano la spirale. Un simile processo, così distruttivo per la malcapitata, deve essere durato sicuramente diversi miliardi di anni e, come conseguenza, ha prodotto onde simili alle increspature che si producono sulla superficie di uno stagno quando un oggetto vi precipita dentro. Per tale motivo, i gusci di NGC 474 potremmo definirli fossili viventi che testimoniano un tremendo tuffo kamikaze accaduto in un lontano passato. Lo scenario di questa galassia si rende ancora più importante in quanto accresce il consenso sul fatto che gli aloni esterni della maggior parte delle galassie di grandi dimensioni, come la Via Lattea, non sono veramente lisci ma hanno complessità indotte da frequenti interazioni con galassie vicine più piccole.

La vicina NGC 470, soprattutto per la vicinanza angolare, è stata sempre ritenuta essere la principale indiziata della strana morfologia della vicina. La distanza dalla Via Lattea è però minore, pari a 91 milioni di anni luce, quindi più vicina di almeno 9 milioni di anni luce rispetto a NGC 474. Nelle riprese effettuate in luce visibile, la struttura a spirale appare indubbiamente normale e le braccia non presentano deformazioni pronunciate, ma il disco di questa galassia appare insolitamente blu, segno che nuove generazioni di stelle hanno avuto luogo a seguito di qualche innesco – il gran numero di sistemi nebulari rivelati nelle immagini riprese in H-alfa, presenti ovunque nel disco galattico, avvalorano tale scenario. L'unico indizio che a oggi prova una qualche interazione tra le due galassie è stato ottenuto al VLA e consiste in una scia che emette sia nell'idrogeno neutro che nel monossido di carbonio. Tale scia parte da NGC 470 e si dirige proprio verso la vicina NGC 474 fino ad avvolgerla interamente.

NGC 520 - Il Fantasma Volante

Spostandoci, ora, di 2° a est, seguendo la linea di confine con Cetus, troviamo la stella di sesta grandezza HD 8803, nota anche come Struve 122 o, più semplicemente Ʃ122. Si tratta di una bella stella doppia, composta da due stelle di magnitudine +6,65 e +9,51 e separate da quasi 6” d'arco, con la primaria di nettamente azzurra.

Dopo aver allietato l'occhio con questa bella visione, è giunto il momento di prendere un po’... di paura! Quale altra sensazione, infatti, potremmo utilizzare per descrivere l'apparenza dell'ultima galassia che ci apprestiamo ora a visitare? NGC 520, nota anche come Fantasma volante. Un nomignolo che identifica perfettamente la curiosa forma di questo oggetto nelle fotografie: un classico spettro con tanto di lenzuolo e braccia aperte, materializzatosi all'improvviso dalle oscure profondità cosmiche!

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