Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 146

qualche basso rilievo collinare.

Immediatamente a sud vediamo Andel-M di 8 km, Andel-D di 7 km e Andel-A di 14 km, per terminare poi con i craterini Andel-S e Andel-T entrambi di 4 km di diametro, oltre ad Andel-P di 19 km, Andel-E di 6 km e Andel-W di 12 km.

Da segnalare, a nord di Andel-M, una sequenza di crateri partendo dal minuscolo Andel-C di soli 3 km di diametro e dal più ampio Andel-F di 9 km, per poi proseguire in direzione nord con Andel-J e Andel-H, entrambi di 6 km di diametro, per finire col piccolo Andel-K di 4 km.

Notare che questi ultimi tre crateri sono inseriti in una vasta struttura crateriforme di 76 km di diametro priva di denominazione ufficiale (AVL6359S11703) con una forma decisamente irregolare e notevolmente danneggiata in cui andremo a osservare l'antichissimo Lindsay, un cratere di 32 km di diametro la cui origine risale al Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa). La cerchia delle sue pareti si innalza per 1.600 metri presentandosi praticamente semidistrutta a cui si sono sovrapposti innumerevoli avvallamenti e sprofondamenti.

Nella platea, relativamente pianeggiante, si potranno individuare numerosi crateri di vario diametro.

Spostandoci a est di Descartes, orientiamo ora il telescopio su Ibn Rushd, un cratere di 34 km di diametro proveniente dal Periodo Geologico Imbriano Superiore (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa) e contornato da una cerchia di pareti alte 1.400 metri, notevolmente danneggiate in particolare a sud. Il fondo è piatto con vari piccoli craterini e basse colline.

Il vicino Kant, di 32 km di diametro, vide anch’esso la sua origine nel Periodo Geologico Imbriano Superiore. Sulle sue elevate e ripide pareti, alte 2.700 metri, sarà possibile individuare lunghi terrazzamenti e piccoli craterini, mentre la platea si presenta in gran parte occupata da un imponente rilievo montuoso centrale.

Nell'area esterna, a ovest, è degno di nota Kant-D, vasto cratere di 52 km di diametro notevolmente irregolare e dai confini non ben definiti, oltre a Kant-S e Kant-T entrambi di 5 km. Poco più a nord vediamo Kant-N di 10 km, Kant-B di 16 km e il più ampio Kant-G di 32 km di diametro. Infine Kant-C a est con diametro di 20 km.

Volendo ora dedicarci a Zollner, ci troviamo di fronte a un antichissimo cratere di 49 km di diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa). La sua forma vagamente poligonale si presenta notevolmente irregolare e praticamente distrutta da impatti successivi all'evento che ne determinò la formazione, facendone supporre una presumibile fusione fra due o più crateri. Infatti sulla sua parte meridionale è letteralmente sovrapposto, e altrettanto irregolare, il già visto Kant-G.

Interessante anche l'area esterna di Zollner, con i crateri Zollner-E di 5 km e Zollner-D di 24 km a ovest, Zollner-H a nord.

L'origine dei nomi

Mons Penck: nome dedicato al geografo tedesco Albrecht Penck (1858-1945).

Cratere Alfraganus: nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato al celebre astronomo e geografo Ahmed ibn Kotheir detto Al-Farghani.

Cratere Taylor: nome assegnato nel 1837 da Madler e dedicato al matematico inglese Brook Taylor (1685-1731).

Cratere Burnham: nome assegnato da Krieger nel 1912 e dedicato all'astronomo dilettante americano Sherburne W. Burnham (1838-1921), scopritore di oltre 1300 stelle doppie.

Cratere Ritchey: nome assegnato nel 1812 da Krieger e dedicato all'astronomo americano George Willis Ritchey (1864- 1945).

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