Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 117

Ho pazientato quindi fino ai primi giorni di ottobre per poi recarmi in Val Frison, un posto isolato e fuori dalle luci dei paesi, che si trova nella Valle del Comelico, poco lontano da casa mia.

Ho atteso il crepuscolo, mi sono recata sul luogo della ripresa e ho preparato tutta l'attrezzatura. Reflex con obiettivo da 120 mm di focale, cavalletto e ovviamente inseguitore, indispensabile per riprendere la fievole luce dell'universo che arriva da 2,5 milioni di anni luce da noi!

Vi chiederete perché ho utilizzato il teleobiettivo da 120 mm. Per due motivi: il primo perché con questa focale posso comprendere una buona porzione del paesaggio nell'inquadratura; il secondo perché si tratta di un obiettivo più leggero rispetto al tele di cui dispongo solitamente (che arriva a pesare 1,5 kg! Con questo peso il mio piccolo inseguitore non ce la fa a muovere tutta l’attrezzatura e il suo sforzo si ripercuote sulla qualità della fotografia finale). Ciò non toglie però che in futuro io non ritenti la fotografia con il teleobiettivo sulla montatura del telescopio… ci sto già pensando!

Poco dopo le ore 19, sopraggiunta la notte, la galassia di Andromeda è magicamente sorta dalla cima della montagna, cima chiamata Terza Media. I primi scatti ovviamente li ho dedicati al cielo. Non avevo tempo da perdere, perché con l’ingrandimento offerto dalla focale di 120 mm l'oggetto si sposta molto velocemente nell'inquadratura. Una volta soddisfatta del risultato ho proceduto alla ripresa del paesaggio.

Ecco le due immagini ottenute, quella per il cielo è la somma di 5 pose di 30 secondi (f/4, ISO 4.000), che poi ho unito per eliminare il rumore del sensore. Successivamente ho unito l’immagine risultante alla foto del paesaggio (posa di 2 minuti, f/4, ISO 1.600) con la tecnica della doppia esposizione.

Sotto. Posa singola per il paesaggio: posa di 120 secondi, f/4, ISO 1.600.

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