Coelum Astronomia 251 - 2021 - Page 145

APOLLO 16

Immediatamente a nord del già visto cratere Descartes, concentriamo ora l'attenzione su una vasta area crateriforme notevolmente irregolare, e dai confini ben difficilmente individuabili, anch'essa purtroppo priva di denominazione ufficiale (AVL8742S14727) e con un diametro di 45 km, in cui sono situate strutture geologiche entrate nella storia delle esplorazioni lunari per quanto riguarda la missione di Apollo 16 – lanciata il 16 aprile 1972 dal "JFK Space Center" in Florida.

Ciò che stiamo osservando è l'altopiano di Descartes (che prende il nome dall'omonimo cratere), morfologicamente distinto fra la Piana di Cayley e la Formazione Descartes, quest'ultima interessata dai detriti provenienti in modo particolare dal grande evento da impatto all'origine del mare Nectaris. Regione lunare scelta per la necessità di prelevare campioni di rocce geologicamente differenti rispetto ai materiali raccolti nelle precedenti missioni Apollo, con la possibilità inoltre di studiare le stratificazioni inferiori dell'altopiano con campioni prelevati presso i crateri North Ray e South Ray.

Gli astronauti di Apollo 16, Young e Duke, trascorsero 71 ore con l'espletamento della loro attività extraveicolare durata complessivamente 20 ore e 14 minuti, percorrendo 26,7 km sul suolo lunare a bordo del "Lunar Roving Vehicle - LRV", raccogliendo un totale di 94,7 kg di campioni di rocce lunari ed effettuando carotaggi fino a una profondità di 3 metri.

A sinistra. L'astronauta John W. Young, comandante della missione Apollo 16, affianco al "Rover Lunare" Lunar Roving Vehicle (LRV) durante la seconda attività extraveicolare dell'Apollo 16 (EVA-2): sullo sfondo si vede l'altopiano di Descartes, zona di atterraggio del LEM. Crediti: NASA

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