Coelum Astronomia 248 - 2020 - Page 153

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COMETE

di Claudio Pra

Dopo i fasti estivi per la grande cometa NEOWISE, si torna alla normalità… Ottobre infatti ci propone due comete piuttosto deboli, posizionate tra loro agli antipodi, l'una inserita nel cielo estivo dominato dalla Via Lattea mentre l’altra in quello invernale capeggiato dal gigante Orione.

Howell e Atlas nel cielo di ottobre

88P/Howell

Non sarà semplice osservare la Howell, specie per le regioni settentrionali dove risulterà sempre molto bassa, con l’altezza sull’orizzonte che aumenterà leggermente nel corso del mese. le condizioni osservative saranno leggermente migliori per le regioni centrali e ancor più favorevoli per quelle meridionali. La ricerca della periodica di corto periodo dovrà cominciare non appena il cielo sarà

abbastanza scuro,

puntando gli strumenti verso declinazioni fortemente negative. Infatti, partendo dallo Scorpione dove rimarrà un solo giorno, la Howell si muoverà in seguito nella parte bassa dell’Ofiuco e poi in quella centrale del Sagittario. Il giorno 4 transiterà a meno di mezzo grado dal

globulare M 19, mentre il giorno 6 sfilerà a circa una ventina di primi da un altro luminoso globulare, NGC 6293 di mag. +8,2. Da poco oltre metà mese e fin quasi al termine di ottobre l’oggetto attraverserà la porzione più spettacolare della Via Lattea. Transitata al perielio da pochi giorni, la sua luminosità dovrebbe essere vicina all’ottava magnitudine per tutto il mese.

C/2020 M3 ATLAS

Nuova cometa in arrivo sui nostri cieli, scoperta il 27 giugno dal sistema automatizzato per la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi ATLAS (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System). Verso fine mese, esattamente il 25 ottobre, l’oggetto passerà al perielio raggiungendo, secondo le previsioni, la nona magnitudine. A differenza della Howell, visibile dopo il tramonto, la ATLAS sarà osservabile prima dell’alba, in orario quindi molto scomodo, che costringerà chi vorrà seguirla alla classica alzataccia per immergersi anticipatamente nel cielo invernale. Infatti dalla Lepre si trasferirà prestissimo in Orione e poi, nell’ultima parte di ottobre, nel Toro. Inizialmente bassa sull’orizzonte (favorite anche in questo caso le regioni meridionali), si alzerà man mano fino a raggiungere una discreta altezza in cielo, proficuamente osservabile da tutta la Penisola.