Coelum Astronomia 246 - 2020 - Page 6

A tutti quelli che “non si deve montare o usare alcun dispositivo senza prima leggere il libretto d’istruzioni”, immaginate non solo di non avere le istruzioni, ma di non sapere nemmeno che cosa state per costruire o utilizzare. Follia? No, esperienza, inventiva e – se vogliamo dargli un nome – indagine scientifica. L’azzardo, scendendo nel merito, è stato sfruttare uno dei fenomeni astronomici più misteriosi – i fast radio burst (di cui abbiamo parlato su Coelum Astronomia 244) – per risolvere un altro mistero: quello della “materia mancante”. Le due cose, a una prima occhiata, non potrebbero sembrare più dissociate. Questa volta, la materia che manca e della quale si va in cerca non è la materia oscura, bensì materia “normale”, quella barionica – i protoni e i neutroni che formano qualunque cosa ci circondi, dai più spettacolari fenomeni che osserviamo nell’universo al mondo in cui viviamo, per finire alle cellule che compongono il nostro corpo.

«Da stime collegate al Big Bang sappiamo quanta materia si è creata all’inizio nell’universo. Ma osservando l’universo attuale, riusciamo a trovarne solo metà di quanta ce ne dovrebbe essere. È un po’ imbarazzante», dice il primo autore dello studio pubblicato ieri su Nature, Jean-Pierre Macquart

Trovati con i fast radio burst i barioni mancanti

NOTIZIARIO

Coelum Astronomia

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di Valentina Guglielmo – Media INAF

Gli astronomi dell’Icrar sono riusciti a risolvere il mistero della “materia mancante” usando gli Frb – i lampi radio veloci. Grazie alle potenti antenne di Askap, il precursore di Ska in Australia, e all’ingegnoso utilizzo del fenomeno della dispersione della luce, la materia ordinaria che ancora mancava all’appello è stata trovata sotto forma di barioni ionizzati estremamente rarefatti nello spazio intergalattico

Sopra. Un lampo emesso dalla sua galassia d’origine come impulso di onde radio. Crediti: Icrar