Coelum Astronomia 246 - 2020 - Page 152

Le tracce serali di Venere e Mercurio

di Paolo Bardelli

Coelum Astronomia

152

Gli astronomi in epoca pre-telescopica non sapevano nulla dei pianeti, al di là del loro movimento in cielo che contrastava con le teorie geocentriche dell’epoca. L’apparizione serale di Venere e Mercurio di quest’anno mi ha dato l’occasione di fotografare il percorso nel cielo dei 2 pianeti interni del Sistema Solare, nell’ottica degli antichi osservatori ma sfruttando le possibilità delle riprese digitali. Quindi, stabilita con il planetario software gratuito Stellarium la zona di cielo interessata dai due pianeti, ho sistemato in una postazione fissa una testa a sfera con attacco rapido, su cui montare e smontare ogni sera, nubi permettendo, la mia vecchia Canon 400D con un obiettivo da 28 mm. Come orario degli scatti ho scelto le 21:00 (22:00 ora legale): un buon compromesso per realizzare una sequenza che avrebbe coperto il periodo dal 7 febbraio alla metà di giugno, in prossimità del solstizio estivo, quando le giornate si allungano considerevolmente. Ho così potuto adoperare le 76 immagini utili ottenute (su 129 serate) per ricavare la posizione dei pianeti in lento ma evidente movimento di sera in sera. Non ho optato per eseguire una semplice somma dei fotogrammi (ad esempio utilizzando il software Startrails) perché questa avrebbe dato un’immagine risultante confusa a causa delle nuvole presenti in parecchi degli scatti utili.

A questo punto, costruita con Photoshop una sequenza uniforme e “normalizzata” rispetto alla luminosità dei singoli pianeti, occorreva uno sfondo per rendere il tutto un’immagine gradevole ed esteticamente piacevole. Il 21 maggio, Venere e Mercurio, molto bassi sull’orizzonte, si trovavano a una distanza reciproca di circa 2°: era una buona opportunità per avere un riferimento comune tra questi e la sequenza che avevo già realizzato. Ho eseguito quindi una serie di scatti ravvicinati con una Canon 6D con obiettivo da 28 mm su inseguitore Vixen Polarie, con il fine di dare un po’ di effetto flou alle nuvole leggere presenti quella sera e al tempo stesso per ottenere le stelle puntiformi. Avrei preferito ambientare questo lavoro in un altro contesto