Coelum Astronomia 244 - 2020 - Page 6

Danzando sull’orlo del buco nero

NOTIZIARIO

Coelum Astronomia

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di Ufficio Stampa ESO

In alto. Nell'immagine una rappresentazione artistica illustra la precessione "a rosetta" dell'orbita. L'effetto, noto come precessione di Schwarzschild, qui esagerato per rendere più comprensibile la visualizzazione, non era mai stato misurato prima per una stella attorno a un buco nero massiccio. Crediti: ESO/L. Calçada

Osservazioni effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO hanno rivelato per la prima volta che una stella in orbita intorno a Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, si muove proprio come previsto dalla teoria della Relatività generale di Einstein, l’orbita ha la forma di una rosetta e non di un’ellisse come previsto dalla teoria della gravità di Newton. Questo risultato tanto atteso è stato reso possibile da misure sempre più precise durate quasi 30 anni, che hanno permesso agli scienziati di svelare i misteri del colosso in agguato nel cuore della nostra galassia.

La maggior parte delle stelle e dei pianeti hanno un’orbita non circolare ma ellittica, e quindi si avvicinano e si allontanano periodicamente dall’oggetto intorno al quale ruotano. L’orbita di S2 attorno al buco nero al centro della nostra galassia, inoltre, “precede” visibilmente, ovvero la posizione nella sua orbita in cui si trova più vicina al buco nero supermassiccio cambia a ogni giro, in modo tale che l’orbita successiva risulta ruotata rispetto a quella precedente, creando una forma a rosetta.

La Relatività generale prevede con esattezza di quanto deve cambiare l’orbita e le ultime misure pubblicate in questa ricerca corrispondono esattamente alla teoria. Questo effetto, noto come precessione di Schwarzschild, non era mai stato misurato prima per una stella intorno a un buco nero supermassiccio.