Coelum Astronomia 235 - 2019 - Page 181

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Un sogno con la coda

È mezzanotte. Il grosso telescopio, manovrato dalle mie mani, si muove verso l’ultimo obbiettivo della serata, ovvero l’ottava galassia che ho messo in lista. Sono partito da un astro ben visibile a occhio nudo sotto la pancia del Leone e sto seguendo un immaginario sentiero disegnato da puntini luminosi molto deboli che vedo solo al cercatore dello strumento o addirittura all’oculare. Aiutandomi con una cartina stellare molto particolareggiata non ci metto molto ad arrivare a destinazione.

Ecco lì il batuffolo, debole ma visibile: è la galassia che cercavo! Non è sempre così semplice. A volte districarsi lassù non è banale. Il metodo dello star-hopping, ovvero saltare di stella in stella, è comunque il più bello e gratificante. Trovare l’obbiettivo con le tue mani è una soddisfazione immensa. Niente a che fare con i sistemi automatizzati che ti puntano l’oggetto desiderato premendo dei bottoni rendendo tutto più freddo.

Mi concentro sulla galassia che ho puntato per descriverla ma… un momento! Al bordo dell’oculare noto un altro oggetto simile. Controllo la cartina, che però non riporta niente in quel punto. Eppure dovrebbe segnalarlo un oggetto di quella luminosità. A dire il vero c’è la possibilità che possa trattarsi di una cometa. Però non sono a conoscenza di comete di quella magnitudine in cielo. Eppure sono aggiornatissimo grazie a internet e difficilmente perdo notizie importanti su comete che raggiungono una luminosità sufficiente per essere viste con il mio strumento e questa è decisamente alla portata.

E se invece fosse una cometa nuova che ho incontrato per caso? No, non può essere! Al giorno d’oggi i sistemi automatizzati spazzano il cielo in lungo e in largo scoprendo quasi tutto. Se poi qualcosa sfugge loro ci pensano i cacciatori di comete a trovarle, astrofili espertissimi che passano molto tempo a cacciare questi oggetti.